Berlusconi, Monti, Bersani. Grandi dichiarazioni di intenti e programmi chiari per tornare ad avere un futuro:
Monti:”Cialtroni” rivolto al governo precedente.
Berlusconi: “Politicante” rivolto a Monti
Bersani: “la Destra ci ha portato alla catastrofe morale” riferendosi
ai recenti fatti di cronaca giudiziaria (escluso MPS immagino?).o
Mentre la triplice partitica discute di alta politica, la fiera e
“giusta” azione della magistratura ci ha fatto perdere mezzo miliardo di
euro di commesse in India. E indovinate un pochino chi è volato in
India a vendere elicotteri, aerei e cannoni? Ma l’amico socialista
Holande!
Sempre sul fronte giudiziario, “guarda caso” le 4 ore di Mussari
davanti ai PM sono state “secretate”, non si deve sapere nulla
prima delle elezioni di quella faccenda. Non sia mai che Banca PD venga
coinvolta direttamente, al massimo lo si saprà a nuovo governo in
carica.
Poi sono arrivati i dati Banca d’Italia su entrate fiscali e debito
pubblico: +80 miliardi il debito pubblico e dopo un massacro di tasse la
sempre meno studiata curva di Laffer pare abbia fatto un egregio lavoro
limitando l’aumento delle entrate a un miserrimo +1,7%.
Il 2013 intanto si apre con un buco di 150 milioni di euro di mancati
introiti dalla vendita di prodotti derivati dal petrolio, 150 milioni
al mese signore e signori, ovvero un buco di 1,8 mld all’anno almeno.
Salvo altri crolli nel consumo di carburanti (scommettiamo che…).
Concludo indicando il vero motivo per cui Monti è tanto
stimato dalla Germania. Dovete sapere che 30 degli 80 miliardi di
maggior debito pubblico sono serviti per “salvare” Grecia e Spagna, o meglio… salvare i creditori di Grecia e Spagna, che in maggiore misura sono le banche tedesche e francesi.
Ecco la ragione per la quale non voterò per nessuna delle 3 coalizioni mainstream.
Peraltro sono certo che ove non bastassero i voti a Bersani
arriveranno i Senatori di Monti, ove (come probabile) non bastassero
quelli di Monti, arriveranno quelli di Berlusconi: perchè è l’Europa a chiederlo.
Dunque mandiamoli a casa, io penso che le prossime elezioni siano
anche una sorta di referendum e per una volta abbiamo qualcosa di
interessante da scegliere. Indico due partiti: anzitutto il Movimento 5
Stelle dal quale mi aspetto una vera opposizione e una puntuale
documentazione sul web delle porcate consociative che hanno
caratterizzato i 20 anni di seconda repubblica. Poi c’è
Giannino e il suo Fare per Fermare il Declino, nella mia opinione forte
del miglior programma economico tra i partiti che concorrono alle elezioni. Certo che l’Italia deve uscire dall’Euro e tornare alla
sovranità monetaria in mano al Tesoro (e non alla Banca d’Italia), come insegna Contante Libero.
E' vero che sia comunque
difficile sentirsi interamente rappresentati dal M5s o da Giannino, ma qualcuno qui si sentirebbe anche solo parzialmente
rappresentato da Bersani o da Monti o da Berlusconi?
http://www.rischiocalcolato.it/2013/02/il-ballo-dei-cialtroni-il-vomitevole-teatrino-pre-elettorale.html
sabato 16 febbraio 2013
venerdì 15 febbraio 2013
Grecia al tracollo e alla fame
da http://www.lindipendenza.com/grecia-al-tracollo-e-alla-fame-e-non-stiamo-parlando-di-balle/
In effetti non ci si capisce piu’ nulla, vai in rete e le ultime notizie che trovi della Grecia risalgono a Novembre del 2012. Non e’ successo piu’ nulla dopo ? Difficile crederci. Da qualche giorno questo blog ha iniziato a diffondere notizie su quanto accade in Grecia, notizie raccolte in rete, quasi di straforo, prese per buone perche’ conoscevamo le fonti. Persone serie. Qualcuno in Italia non l’ha presa bene, non e’ piaciuto loro quanto andavamo dicendo, secondo questi tipi la Grecia e’ tranquilla, quasi fosse soddisfatta della sua condizione miserabile o addirittura contenta di morire. Con qualcuno di questi tizi ho avuto anche da dire, un confronto aspro, di quelli che piacciono a me. A muso duro. sono volate parole grosse. Assai. E sono rimasto della mia idea, credo piu’ alle fonti dove ho attinto le notizie che a gente come quella, che parla cosi’, tanto per aprire bocca ma ho deciso comunque di andare a fondo a questa storia. Per noi italiani e per i greci. Un mio collega del Giornale d’Italia, Federico Campoli, e’ andato la’, a vedere di persona, ed e’ ad Atene in questo momento per conto del nostro quotidiano. Lo sento per telefono e mi racconta con la voce incrinata per la rabbia e quel che mi racconta e’ quello che ha verificato, che sta vedendo adesso con i suoi occhi e quello che ode con le sue orecchie. Non sono voci riportate, non e’ sentito dire, non sono “boatos” del Web, tipo il mandato di cattura per il Papa che ci ha deliziato tutto ieri, a riprova che non sanno piu’ cosa inventare per distrarci. E’ dolorosa cronaca sul campo, dalla quale emerge lo spaccato di una societa’ in totale disfacimento, ferita a morte nei suoi punti vitali. In molte delle cose descritte si vede chiaramente un pezzo dell’Italia di oggi ed in altri si intravede un pezzo dell’Italia di domani, di quella che verra’. Di quella in preparazione da parte del benemerito Partito Unico dell’Euro e dei suoi seguaci in Italia. Se qualcuno intende smentire e minimizzare per non guastare la kermesse elettorale in corso da noi, che prenda un aereo e vada giu’ a verificare prima di aprire bocca. Altrimenti taccia.
Ed ecco il racconto di Campoli e spero di avere reso al meglio il suo pensiero con la mia prosa. E’ difficile tradurre in parole le emozioni di un’altra persona e vorrete perdonarmi se non ci saro’ riuscito perfettamente.
“Non siamo in Uganda o nel Darfur. Siamo in Grecia, più precisamente nella capitale,
Atene, e una roba così non si vedeva dai tempi della Seconda Guerra
Mondiale. Un camion si ferma in una delle tante strade della capitale.
Apre i portelloni. Le persone a bordo cominciano a tirare fuori frutta e
verdura. La distribuiscono gratuitamente alle decine di persone che si
sono raccolte attorno al mezzo. Tra loro ci sono persone anziane, donne
con bambini in braccio, ma anche giovani, ragazzi dal viso pulito non
più grandi di 30 anni. Insomma, tutta gente che ha grosse difficoltà ad
arrivare a fine giornata. Dopo pochi minuti la calca comincia a farsi
sempre più pressante. Volano spintoni, qualche insulto, poi parte la
scazzottata per chi arriva primo a prendere il cibo. Il giornalista
della Bbc, che sta riprendendo la scena, viene colpito nella ressa. A
distribuire frutta e verdura sono i ragazzi di “Alba Dorata” che girano
incessantemente per i quartieri piu’ poveri tentando di portare un
minimo di conforto ai propri concittadini che ormai vivono di stenti.
Una persona su quattro in Grecia è disoccupata. Molti di quelli che
riescono a mantenere il proprio posto di lavoro non riescono comunque ad
arrivare a fine mese. I lavoratori hanno assistito impotenti ad una
riduzione del salario del 22% solo nell’ultimo anno. Il salario medio
ora arriva a 586 Euro al mese. Ben al di sotto della soglia di poverta’.
Da Bruxelles continuano ad arrivare i cosiddetti “aiuti europei”, ma
ogni volta che viene sbloccata una nuova tranche le cose vanno peggio di
prima. Adesso, i signori dell’Ue non possono più mentire. La Grecia è
praticamente fallita. La penisola ellenica è a un passo dal crollo
definitivo, a causa del peso dei debiti contratti per salvarsi. Hanno
preso cento miliardi e sono peggiorati di centotrenta. E’ la ricetta
dell’FMI. Qualcuno se ne e’ accorto anche al Consiglio d’Europa e alla
Bce e sta timidamente suggerendo l’ uscita della grecia dall’euro, con
una conseguente svalutazione della dracma del 20-30%. Ma sono in pochi
ad avere sale in zucca o ad essere in buonafede. La maggior parte
ragiona come Jeroen Dijsselbloem, nuovo presidente dell’eurogruppo,
l’alfiere del “cauto ottimismo” che ha avuto la faccia di bronzo di
affermare in una recente intervista di essere favorevole all’austerity e
ai “conti in pareggio” e di compiacersi della “stretta collaborazione
tra il Governo ellenico e la troika” per concludere poi affermando di
aver individuato “alcuni segnali tali da giustificare un certo
ottimismo”. Mi guardo intorno per coglierne i segnali, se si compiace
dovrebbe essere facile individuarli, ma le uniche differenze visibili
rispetto alla Grecia allegra e solare che ricordavo sono i reparti
antisommossa che presidiano gli incroci ed una cappa asfissiante di
fumi misti a cenere che avvolge la capitale, dalla collina del Ligabetto
giu’ fino al Pireo. Ormai da qualche mese Atene vive coperta da una
fitta coltre di smog puzzolente, prodotto dal fumo dei camini e delle
stufe a legna. I suoi miasmi impregnano persone e cose. Niente piu’
odore di mare, di spiedini arrostiti, di mousaka, di salse allo yogurth
con aglio. Solo questa puzza terribile che ti entra nella bocca e non va
piu’ via. La puzza della morte stessa, la morte di un popolo. Non è un
fenomeno solo ateniese, ma di tutta la Grecia le città sono avvolte da
un odore acre dei fumi della legna e della cenere, mischiati a tutti i
tipi di sostanze tossiche bruciate. Questa è una delle piaghe sociali
arrivate con il “salvataggio”, è il risultato diretto dell’austerità
selvaggia imposta dalla troika e dal governo greco che non è mai stato
capace di proteggere i suoi cittadini. La troika ha chiesto, e il
governo greco ha eseguito, aumentando le tasse sul gasolio da
riscaldamento, quello che usano in quasi tutti gli edifici greci,
portandolo allo stesso prezzo del gasolio-auto. Già il prezzo di un
litro di benzina alla pompa in Grecia era il più alto d’Europa, nel
rispetto degli ordini ricevuti dalla troika. In Grecia il prezzo del
gasolio è salito di oltre il 50% dal 2009, soprattutto per l’aumento
delle accise. Questo fatto, combinato con un calo del reddito medio
reale del 40-50%, ha determinato una diminuzione delle entrate fiscali
sul gasolio per un miliardo e mezzo di euro, visto che adesso il
combustibile per riscaldamento è diventato un lusso che la maggior parte
della gente non può piu’ permettersi, il crollo dei consumi è sceso
fino all’80%. Quindi quasi tutti hanno dovuto trovare alternative al
riscaldamento centrale e molti hanno preso stufette elettriche,
griglie a benzina o altre soluzioni pasticciate che costano meno del
gasolio anche se, bruciando qualsiasi cosa nei camini o nella vecchie
stufe a legna, si produce un degrado ambientale incredibile ed a volte
anche tragiche conseguenze per le persone. Fa male, malissimo, alla
lunga e nemmeno tanto, uccide,ma la gente, quando ha veramente freddo,
brucia mobili, plastica, materiali da costruzione e persino le scarpe
vecchie pur di riscaldarsi, e tutto questo rende ancora più micidiale e
dannoso per la salute il mix tossico dei fumi che avvolgono le maggiori
città. Dovreste vedere a cosa e’ ridotta l’atmosfera qui. Sky TV ieri
sera ha ammonito: “Un gruppo di scienziati di sette centri di ricerca
entro il 20 febbraio dovranno analizzare lo smog in diverse città per
valutare l’impatto ambientale di un maggior uso di camini e stufe a
legna. Gli scienziati, insieme al Centro per il Controllo delle
Malattie e la Prevenzione, hanno verificato che bruciare legna in casa
provoca un inquinamento dell’aria 30 volte maggiore rispetto
all’utilizzo di combustibili bruciati in caldaie con manutenzione
controllata. Hanno scoperto anche che le concentrazioni di particolato
di fumo da legna nell’atmosfera è aumentato del 200% da dicembre 2010 a
dicembre 2012, e di notte ancora di più. Il Centro di Controllo è
preoccupato perché l’aumento dell’inquinamento dell’aria può provocare
problemi respiratori e allergie che aggravandosi arrecano danni al
sistema neurologico e riproduttivo.” Il prezzo della legna da ardere,
naturalmente, è raddoppiato rispetto all’anno scorso e l’incentivo ad
abbattere gli alberi di foreste e parchi è grande, tanto che sia i
parchi che le riserve naturali hanno già subito gravi perdite. Per
effetto delle rigide temperature invernali, questa tendenza si sta
assestando un duro colpo all’ambiente e le colline diventano sempre più
spoglie mentre nuvole di smog si sprigionano dagli incendi che
avvelenano l’aria di Atene e delle altre città con tutti i rischi che
possono provocare sulla salute pubblica. Il Ministero dell’Ambiente ha
dichiarato che il numero di casi di disboscamento illegale è aumentato a
dismisura nel 2012, come documentano le oltre 3.000 denunce e il
sequestro di 13 mila tonnellate di alberi tagliati illegalmente. Un
disboscamento così esteso in Grecia avvenne solo durante la brutale
occupazione nazista del 1940, a questo punto hanno portato i cinque anni
di recessione e le drastiche misure di austerità messe in atto.I
distributori di carburante protestano per un calo delle vendite del
75-80% nell’ultimo trimestre 2012, rispetto al 2011, e come logica
conseguenza c’è stato anche un crollo delle entrate fiscali per 400
milioni di euro solo per le mancate vendite di gasolio per
riscaldamento. Il Ministro delle Finanze, Yiannis Stournaras, professore
di economia e banchiere, tanto per cambiare, ed ex capo della IOBE,
l’Associazione Economica degli industriali greci , è stato comunque
irremovibile, pur avendo un quadro della situazione economica greca
molto chiaro, continua a negare l’agghiacciante evidenza che appare
ormai evidente a qualsiasi cittadino del paese: rifiuta ancora
qualsiasi aiuto anche per le famiglie più povere, ma consiglia di
“essere pazienti per un altro anno” e di aspettare che il freddo passi.
Aspettare che il freddo passi….. geniale davvero! Ma poi ha anche detto
che il crollo delle entrate sui carburanti per riscaldamento è dovuto
all’”accumulo fatto lo scorso anno”, senza dare importanza al calo delle
vendite dell’ 80%. Ovviamente il culto del suo credo economico, che lo
fa tanto rassomigliare a Mario Monti ed ai suoi stolti discepoli, non
gli consente di prendere atto di alcuni effetti collaterali, ad esempio
sulla salute, sui rischi di incendio e sul taglio illegale dei boschi.
La troika sembra comunque soddisfatta dei risultati che ha ottenuto,
quindi , come si permettono le vittime delle sue scelte politiche di non
essere d’accordo e protestare ? Gia’—-perche’ bisogna anche soffrire
in silenzio ed anche morire tacendo se occorre. Poveri carabinieri
d’Europa. Per le persone che adesso consumano più energia elettrica per
il riscaldamento, c’è in ogni caso anche la possibilità di godersi pure
un pizzico dell’effetto della “liberalizzazione del settore
dell’energia”, ( in Italia lo stiamo attendendo come il decantato
salvatore ) tanto che la spesa sta diventando insostenibile, e le
bollette hanno subito un aumento del 9% (di più per i piccoli consumi,
di meno per i consumi maggiori, secondo la vecchia regola del togliere
di piu’ a chi ha di meno che ben conosciamo anche da noi ), in attesa
dell’aumento del 20%, che dovrebbe essere approvato entro quest’anno.
Intanto le società che forniscono l’energia pubblica, ogni mese stanno
tagliando gas e luce a 30.000 utenti che non possono pagare le
bollette! Mille famiglie al giorno….In pratica in Grecia da 300 a 500
mila famiglie vivono già letteralmente al buio. Saranno questi i
segnali incoraggianti di Jeroen Dijsselbloem ? Di contro il prof. Hans
Werner Sinn, consigliere personale di Angela Merkel, insieme ad altri
50 nomi del mondo dell’economia e sostenuto da Moorald Choudry,
vice-presidente della Royal Bank of Scotland (la quartabanca del mondo)
ha presentato un rapportourgente al Consiglio d’Europa ealla Bce
sostenendo la tesi della fuoriuscita, almeno temporanea. Non solo, ma
nel rapporto si legge testualmente che “l’economia (greca) è arrivata ad
un punto di tale degrado da poter essere considerata come tragedia
umanitaria e quindi si può cominciare aventilare l’ipotesi di chiedere
l’intervento dell’Onu”.Intanto, è iniziato il diciassettesimo giorno di
protesta per gli agricoltori, incredibile ma e’ cosi’, stanno veramente
protestando ed anche veementemente ed oltre a distribuire cibo al
popolo chiedono la riduzione del prezzodel gasolio per i mezzi
agricoli, un abbassamento dell’Iva e, soprattutto, chiedono che le
banche rilascinocredito. Ma non sono solo gli agricoltori che regalano i
propri prodotti. Molte aziende alimentari distribuiscono gratis in
piazza, tramite Alba Dorata, quello che non sono riusciti a vendere. In
teoria, la cosa sarebbe illegale ma arrivati a questo punto sono in
molti ad operare una netta distinzione tra ciò che è legale e ciò che è
giusto. La situazione si fa sempre più disperata. La sensazione che ho
e’ molto nitida, mai come ora la Grecia rischia la guerra civile. E i
numeri confermano l’inarrestabile crescita del disagio sociale ed
economico. Le rapine,negli ultimi mesi, sono aumentate del 600%. In
parecchi inoltre si danno al saccheggio di metallo, da rivendere per
qualche spicciolo. La gente e ridotta alla fame e si vede ed ormai
farebbe qualsiasi cosa per mettere in tavola qualcosa di caldo da
mangiare. Ammesso che si abbia ancora una tavola o un tetto sotto il
quale stare. Anche il numero dei senzatetto è aumentato in maniera
spropositata. Le ultime stime parlano di 40mila persone costrette a
vivere nei cartoni agli angoli delle strade. Ne ho visti tanti
passeggiando per le vie di una Atene spettrale, fredda ed avvolta da una
cappa fetida. Una delle immagini più significative ritrae un antico
anfiteatro greco, sulle cui scalinate dormono decine di senzatetto,
avvolti da scatoloni di cartone. Anche Amnesty International ha stilato
il suo rapporto, in cui denuncia le condizioni di estrema povertà della
gente e degli abusi ricorrenti di una polizia male attrezzata, che tenta
di mantenere il controllo di una nazione ormai alla deriva e ben
avviata verso la guerra civile. Insomma, nè le strabilianti cifre di
denaro elargite del trio Fmi-Bce-Ue, né le varie direttive della razza
padrona che ci tiranneggia da Bruxelles sono riuscite a ristabilire le
sorti del popolo greco, né tanto meno, dello Stato. Ma non era questo
che volevano, infatti. Ovviamente, i soldi sono finiti nelle mani delle
banche e da lì non sembra si siano mai mossi. La scusa è sempre la
stessa ed è quella abusata che usano anche da noi. Salvare le banche per
salvare il popolo. Viene veramente da piangere a guardarsi intorno, i
risultati dell’ideologia della ricapitalizzazione bancaria sono
devastanti ed insopportabili allo sguardo. Ma oltre ai soliti istituti
di credito ci sono anche altri che sono riusciti a trarre un profitto da
questa situazione. La crisi ha portato infatti ad una netta riduzione
del costo del lavoro, nonché ad una liquidazione coatta dei diritti dei
lavoratori. Tra i vari tagli operati dal governo rientrano quelli per
l’indennità di fine rapporto dei lavoratori, la malattia e gli
straordinari. Insomma, le multinazionali nord europee stanno
realizzando una piccola Cina, nel cuore dell’Europa, governata
direttamente da loro. Ecco il fine ultimo del lavorio frenetico della
Troika, tornare ai tempi della “Compagnia delle Indie” e farlo in
Europa. Proprio dove e’ nata la civilta’ occidentale: Atene e Roma.
Distruggere la nostra cultura ed anche il ricordo di cio’ che fummo.
Questi lavoratori vengono pagati una miseria, senza che siano
assicurati loro nemmeno i diritti fondamentali. Come se non bastasse,
il 95% dei prodotti di queste società finiscono all’estero. In pratica,
la penisola diventa semplicemente una base di produzione a basso costo
da cui far partire le proprie merci verso i mercati che ancora sono in
condizione di consumare “.
Il racconto di Campoli finisce qui ma proseguira’ nei prossimi giorni, nel frattempo su internet è esplosa la contesa sulla veridicità di alcune notizie (come quella degli assalti ai supermercati) e sul fatto che i media ufficiali in Europa stiano tacendo sulla drammatica situazione ellenica. C’è chi grida ad una manovra studiata ad hoc. Ninete di piu’ facile. In Italia siamo in campagna elettorale e non farebbe comodo a nessuno dei grandi partiti il fatto che le misure europee abbiano condotto un paese allo sfacelo. E non farebbe comodo nemmeno ad Hollande principale fautore delle politiche comunitarie. Senza parlare della Merkel, dato che in Germania il principale motivo di protesta riguarda la questione dei soldi dei “paesi ricchi” che finiscono nelle banche di “quelli poveri”. Insomma, effettivamente la questione greca non fa comodo a nessuno. Che muoiano dunque in silenzio, senza disturbare le prossime vittime. Non ci credete che e’ cosi’ ? Venite a vedere.
In effetti non ci si capisce piu’ nulla, vai in rete e le ultime notizie che trovi della Grecia risalgono a Novembre del 2012. Non e’ successo piu’ nulla dopo ? Difficile crederci. Da qualche giorno questo blog ha iniziato a diffondere notizie su quanto accade in Grecia, notizie raccolte in rete, quasi di straforo, prese per buone perche’ conoscevamo le fonti. Persone serie. Qualcuno in Italia non l’ha presa bene, non e’ piaciuto loro quanto andavamo dicendo, secondo questi tipi la Grecia e’ tranquilla, quasi fosse soddisfatta della sua condizione miserabile o addirittura contenta di morire. Con qualcuno di questi tizi ho avuto anche da dire, un confronto aspro, di quelli che piacciono a me. A muso duro. sono volate parole grosse. Assai. E sono rimasto della mia idea, credo piu’ alle fonti dove ho attinto le notizie che a gente come quella, che parla cosi’, tanto per aprire bocca ma ho deciso comunque di andare a fondo a questa storia. Per noi italiani e per i greci. Un mio collega del Giornale d’Italia, Federico Campoli, e’ andato la’, a vedere di persona, ed e’ ad Atene in questo momento per conto del nostro quotidiano. Lo sento per telefono e mi racconta con la voce incrinata per la rabbia e quel che mi racconta e’ quello che ha verificato, che sta vedendo adesso con i suoi occhi e quello che ode con le sue orecchie. Non sono voci riportate, non e’ sentito dire, non sono “boatos” del Web, tipo il mandato di cattura per il Papa che ci ha deliziato tutto ieri, a riprova che non sanno piu’ cosa inventare per distrarci. E’ dolorosa cronaca sul campo, dalla quale emerge lo spaccato di una societa’ in totale disfacimento, ferita a morte nei suoi punti vitali. In molte delle cose descritte si vede chiaramente un pezzo dell’Italia di oggi ed in altri si intravede un pezzo dell’Italia di domani, di quella che verra’. Di quella in preparazione da parte del benemerito Partito Unico dell’Euro e dei suoi seguaci in Italia. Se qualcuno intende smentire e minimizzare per non guastare la kermesse elettorale in corso da noi, che prenda un aereo e vada giu’ a verificare prima di aprire bocca. Altrimenti taccia.
Ed ecco il racconto di Campoli e spero di avere reso al meglio il suo pensiero con la mia prosa. E’ difficile tradurre in parole le emozioni di un’altra persona e vorrete perdonarmi se non ci saro’ riuscito perfettamente.
“Non siamo in Uganda o nel Darfur. Siamo in Grecia, più precisamente nella capitale,
Atene, e una roba così non si vedeva dai tempi della Seconda Guerra
Mondiale. Un camion si ferma in una delle tante strade della capitale.
Apre i portelloni. Le persone a bordo cominciano a tirare fuori frutta e
verdura. La distribuiscono gratuitamente alle decine di persone che si
sono raccolte attorno al mezzo. Tra loro ci sono persone anziane, donne
con bambini in braccio, ma anche giovani, ragazzi dal viso pulito non
più grandi di 30 anni. Insomma, tutta gente che ha grosse difficoltà ad
arrivare a fine giornata. Dopo pochi minuti la calca comincia a farsi
sempre più pressante. Volano spintoni, qualche insulto, poi parte la
scazzottata per chi arriva primo a prendere il cibo. Il giornalista
della Bbc, che sta riprendendo la scena, viene colpito nella ressa. A
distribuire frutta e verdura sono i ragazzi di “Alba Dorata” che girano
incessantemente per i quartieri piu’ poveri tentando di portare un
minimo di conforto ai propri concittadini che ormai vivono di stenti.
Una persona su quattro in Grecia è disoccupata. Molti di quelli che
riescono a mantenere il proprio posto di lavoro non riescono comunque ad
arrivare a fine mese. I lavoratori hanno assistito impotenti ad una
riduzione del salario del 22% solo nell’ultimo anno. Il salario medio
ora arriva a 586 Euro al mese. Ben al di sotto della soglia di poverta’.
Da Bruxelles continuano ad arrivare i cosiddetti “aiuti europei”, ma
ogni volta che viene sbloccata una nuova tranche le cose vanno peggio di
prima. Adesso, i signori dell’Ue non possono più mentire. La Grecia è
praticamente fallita. La penisola ellenica è a un passo dal crollo
definitivo, a causa del peso dei debiti contratti per salvarsi. Hanno
preso cento miliardi e sono peggiorati di centotrenta. E’ la ricetta
dell’FMI. Qualcuno se ne e’ accorto anche al Consiglio d’Europa e alla
Bce e sta timidamente suggerendo l’ uscita della grecia dall’euro, con
una conseguente svalutazione della dracma del 20-30%. Ma sono in pochi
ad avere sale in zucca o ad essere in buonafede. La maggior parte
ragiona come Jeroen Dijsselbloem, nuovo presidente dell’eurogruppo,
l’alfiere del “cauto ottimismo” che ha avuto la faccia di bronzo di
affermare in una recente intervista di essere favorevole all’austerity e
ai “conti in pareggio” e di compiacersi della “stretta collaborazione
tra il Governo ellenico e la troika” per concludere poi affermando di
aver individuato “alcuni segnali tali da giustificare un certo
ottimismo”. Mi guardo intorno per coglierne i segnali, se si compiace
dovrebbe essere facile individuarli, ma le uniche differenze visibili
rispetto alla Grecia allegra e solare che ricordavo sono i reparti
antisommossa che presidiano gli incroci ed una cappa asfissiante di
fumi misti a cenere che avvolge la capitale, dalla collina del Ligabetto
giu’ fino al Pireo. Ormai da qualche mese Atene vive coperta da una
fitta coltre di smog puzzolente, prodotto dal fumo dei camini e delle
stufe a legna. I suoi miasmi impregnano persone e cose. Niente piu’
odore di mare, di spiedini arrostiti, di mousaka, di salse allo yogurth
con aglio. Solo questa puzza terribile che ti entra nella bocca e non va
piu’ via. La puzza della morte stessa, la morte di un popolo. Non è un
fenomeno solo ateniese, ma di tutta la Grecia le città sono avvolte da
un odore acre dei fumi della legna e della cenere, mischiati a tutti i
tipi di sostanze tossiche bruciate. Questa è una delle piaghe sociali
arrivate con il “salvataggio”, è il risultato diretto dell’austerità
selvaggia imposta dalla troika e dal governo greco che non è mai stato
capace di proteggere i suoi cittadini. La troika ha chiesto, e il
governo greco ha eseguito, aumentando le tasse sul gasolio da
riscaldamento, quello che usano in quasi tutti gli edifici greci,
portandolo allo stesso prezzo del gasolio-auto. Già il prezzo di un
litro di benzina alla pompa in Grecia era il più alto d’Europa, nel
rispetto degli ordini ricevuti dalla troika. In Grecia il prezzo del
gasolio è salito di oltre il 50% dal 2009, soprattutto per l’aumento
delle accise. Questo fatto, combinato con un calo del reddito medio
reale del 40-50%, ha determinato una diminuzione delle entrate fiscali
sul gasolio per un miliardo e mezzo di euro, visto che adesso il
combustibile per riscaldamento è diventato un lusso che la maggior parte
della gente non può piu’ permettersi, il crollo dei consumi è sceso
fino all’80%. Quindi quasi tutti hanno dovuto trovare alternative al
riscaldamento centrale e molti hanno preso stufette elettriche,
griglie a benzina o altre soluzioni pasticciate che costano meno del
gasolio anche se, bruciando qualsiasi cosa nei camini o nella vecchie
stufe a legna, si produce un degrado ambientale incredibile ed a volte
anche tragiche conseguenze per le persone. Fa male, malissimo, alla
lunga e nemmeno tanto, uccide,ma la gente, quando ha veramente freddo,
brucia mobili, plastica, materiali da costruzione e persino le scarpe
vecchie pur di riscaldarsi, e tutto questo rende ancora più micidiale e
dannoso per la salute il mix tossico dei fumi che avvolgono le maggiori
città. Dovreste vedere a cosa e’ ridotta l’atmosfera qui. Sky TV ieri
sera ha ammonito: “Un gruppo di scienziati di sette centri di ricerca
entro il 20 febbraio dovranno analizzare lo smog in diverse città per
valutare l’impatto ambientale di un maggior uso di camini e stufe a
legna. Gli scienziati, insieme al Centro per il Controllo delle
Malattie e la Prevenzione, hanno verificato che bruciare legna in casa
provoca un inquinamento dell’aria 30 volte maggiore rispetto
all’utilizzo di combustibili bruciati in caldaie con manutenzione
controllata. Hanno scoperto anche che le concentrazioni di particolato
di fumo da legna nell’atmosfera è aumentato del 200% da dicembre 2010 a
dicembre 2012, e di notte ancora di più. Il Centro di Controllo è
preoccupato perché l’aumento dell’inquinamento dell’aria può provocare
problemi respiratori e allergie che aggravandosi arrecano danni al
sistema neurologico e riproduttivo.” Il prezzo della legna da ardere,
naturalmente, è raddoppiato rispetto all’anno scorso e l’incentivo ad
abbattere gli alberi di foreste e parchi è grande, tanto che sia i
parchi che le riserve naturali hanno già subito gravi perdite. Per
effetto delle rigide temperature invernali, questa tendenza si sta
assestando un duro colpo all’ambiente e le colline diventano sempre più
spoglie mentre nuvole di smog si sprigionano dagli incendi che
avvelenano l’aria di Atene e delle altre città con tutti i rischi che
possono provocare sulla salute pubblica. Il Ministero dell’Ambiente ha
dichiarato che il numero di casi di disboscamento illegale è aumentato a
dismisura nel 2012, come documentano le oltre 3.000 denunce e il
sequestro di 13 mila tonnellate di alberi tagliati illegalmente. Un
disboscamento così esteso in Grecia avvenne solo durante la brutale
occupazione nazista del 1940, a questo punto hanno portato i cinque anni
di recessione e le drastiche misure di austerità messe in atto.I
distributori di carburante protestano per un calo delle vendite del
75-80% nell’ultimo trimestre 2012, rispetto al 2011, e come logica
conseguenza c’è stato anche un crollo delle entrate fiscali per 400
milioni di euro solo per le mancate vendite di gasolio per
riscaldamento. Il Ministro delle Finanze, Yiannis Stournaras, professore
di economia e banchiere, tanto per cambiare, ed ex capo della IOBE,
l’Associazione Economica degli industriali greci , è stato comunque
irremovibile, pur avendo un quadro della situazione economica greca
molto chiaro, continua a negare l’agghiacciante evidenza che appare
ormai evidente a qualsiasi cittadino del paese: rifiuta ancora
qualsiasi aiuto anche per le famiglie più povere, ma consiglia di
“essere pazienti per un altro anno” e di aspettare che il freddo passi.
Aspettare che il freddo passi….. geniale davvero! Ma poi ha anche detto
che il crollo delle entrate sui carburanti per riscaldamento è dovuto
all’”accumulo fatto lo scorso anno”, senza dare importanza al calo delle
vendite dell’ 80%. Ovviamente il culto del suo credo economico, che lo
fa tanto rassomigliare a Mario Monti ed ai suoi stolti discepoli, non
gli consente di prendere atto di alcuni effetti collaterali, ad esempio
sulla salute, sui rischi di incendio e sul taglio illegale dei boschi.
La troika sembra comunque soddisfatta dei risultati che ha ottenuto,
quindi , come si permettono le vittime delle sue scelte politiche di non
essere d’accordo e protestare ? Gia’—-perche’ bisogna anche soffrire
in silenzio ed anche morire tacendo se occorre. Poveri carabinieri
d’Europa. Per le persone che adesso consumano più energia elettrica per
il riscaldamento, c’è in ogni caso anche la possibilità di godersi pure
un pizzico dell’effetto della “liberalizzazione del settore
dell’energia”, ( in Italia lo stiamo attendendo come il decantato
salvatore ) tanto che la spesa sta diventando insostenibile, e le
bollette hanno subito un aumento del 9% (di più per i piccoli consumi,
di meno per i consumi maggiori, secondo la vecchia regola del togliere
di piu’ a chi ha di meno che ben conosciamo anche da noi ), in attesa
dell’aumento del 20%, che dovrebbe essere approvato entro quest’anno.
Intanto le società che forniscono l’energia pubblica, ogni mese stanno
tagliando gas e luce a 30.000 utenti che non possono pagare le
bollette! Mille famiglie al giorno….In pratica in Grecia da 300 a 500
mila famiglie vivono già letteralmente al buio. Saranno questi i
segnali incoraggianti di Jeroen Dijsselbloem ? Di contro il prof. Hans
Werner Sinn, consigliere personale di Angela Merkel, insieme ad altri
50 nomi del mondo dell’economia e sostenuto da Moorald Choudry,
vice-presidente della Royal Bank of Scotland (la quartabanca del mondo)
ha presentato un rapportourgente al Consiglio d’Europa ealla Bce
sostenendo la tesi della fuoriuscita, almeno temporanea. Non solo, ma
nel rapporto si legge testualmente che “l’economia (greca) è arrivata ad
un punto di tale degrado da poter essere considerata come tragedia
umanitaria e quindi si può cominciare aventilare l’ipotesi di chiedere
l’intervento dell’Onu”.Intanto, è iniziato il diciassettesimo giorno di
protesta per gli agricoltori, incredibile ma e’ cosi’, stanno veramente
protestando ed anche veementemente ed oltre a distribuire cibo al
popolo chiedono la riduzione del prezzodel gasolio per i mezzi
agricoli, un abbassamento dell’Iva e, soprattutto, chiedono che le
banche rilascinocredito. Ma non sono solo gli agricoltori che regalano i
propri prodotti. Molte aziende alimentari distribuiscono gratis in
piazza, tramite Alba Dorata, quello che non sono riusciti a vendere. In
teoria, la cosa sarebbe illegale ma arrivati a questo punto sono in
molti ad operare una netta distinzione tra ciò che è legale e ciò che è
giusto. La situazione si fa sempre più disperata. La sensazione che ho
e’ molto nitida, mai come ora la Grecia rischia la guerra civile. E i
numeri confermano l’inarrestabile crescita del disagio sociale ed
economico. Le rapine,negli ultimi mesi, sono aumentate del 600%. In
parecchi inoltre si danno al saccheggio di metallo, da rivendere per
qualche spicciolo. La gente e ridotta alla fame e si vede ed ormai
farebbe qualsiasi cosa per mettere in tavola qualcosa di caldo da
mangiare. Ammesso che si abbia ancora una tavola o un tetto sotto il
quale stare. Anche il numero dei senzatetto è aumentato in maniera
spropositata. Le ultime stime parlano di 40mila persone costrette a
vivere nei cartoni agli angoli delle strade. Ne ho visti tanti
passeggiando per le vie di una Atene spettrale, fredda ed avvolta da una
cappa fetida. Una delle immagini più significative ritrae un antico
anfiteatro greco, sulle cui scalinate dormono decine di senzatetto,
avvolti da scatoloni di cartone. Anche Amnesty International ha stilato
il suo rapporto, in cui denuncia le condizioni di estrema povertà della
gente e degli abusi ricorrenti di una polizia male attrezzata, che tenta
di mantenere il controllo di una nazione ormai alla deriva e ben
avviata verso la guerra civile. Insomma, nè le strabilianti cifre di
denaro elargite del trio Fmi-Bce-Ue, né le varie direttive della razza
padrona che ci tiranneggia da Bruxelles sono riuscite a ristabilire le
sorti del popolo greco, né tanto meno, dello Stato. Ma non era questo
che volevano, infatti. Ovviamente, i soldi sono finiti nelle mani delle
banche e da lì non sembra si siano mai mossi. La scusa è sempre la
stessa ed è quella abusata che usano anche da noi. Salvare le banche per
salvare il popolo. Viene veramente da piangere a guardarsi intorno, i
risultati dell’ideologia della ricapitalizzazione bancaria sono
devastanti ed insopportabili allo sguardo. Ma oltre ai soliti istituti
di credito ci sono anche altri che sono riusciti a trarre un profitto da
questa situazione. La crisi ha portato infatti ad una netta riduzione
del costo del lavoro, nonché ad una liquidazione coatta dei diritti dei
lavoratori. Tra i vari tagli operati dal governo rientrano quelli per
l’indennità di fine rapporto dei lavoratori, la malattia e gli
straordinari. Insomma, le multinazionali nord europee stanno
realizzando una piccola Cina, nel cuore dell’Europa, governata
direttamente da loro. Ecco il fine ultimo del lavorio frenetico della
Troika, tornare ai tempi della “Compagnia delle Indie” e farlo in
Europa. Proprio dove e’ nata la civilta’ occidentale: Atene e Roma.
Distruggere la nostra cultura ed anche il ricordo di cio’ che fummo.
Questi lavoratori vengono pagati una miseria, senza che siano
assicurati loro nemmeno i diritti fondamentali. Come se non bastasse,
il 95% dei prodotti di queste società finiscono all’estero. In pratica,
la penisola diventa semplicemente una base di produzione a basso costo
da cui far partire le proprie merci verso i mercati che ancora sono in
condizione di consumare “.Il racconto di Campoli finisce qui ma proseguira’ nei prossimi giorni, nel frattempo su internet è esplosa la contesa sulla veridicità di alcune notizie (come quella degli assalti ai supermercati) e sul fatto che i media ufficiali in Europa stiano tacendo sulla drammatica situazione ellenica. C’è chi grida ad una manovra studiata ad hoc. Ninete di piu’ facile. In Italia siamo in campagna elettorale e non farebbe comodo a nessuno dei grandi partiti il fatto che le misure europee abbiano condotto un paese allo sfacelo. E non farebbe comodo nemmeno ad Hollande principale fautore delle politiche comunitarie. Senza parlare della Merkel, dato che in Germania il principale motivo di protesta riguarda la questione dei soldi dei “paesi ricchi” che finiscono nelle banche di “quelli poveri”. Insomma, effettivamente la questione greca non fa comodo a nessuno. Che muoiano dunque in silenzio, senza disturbare le prossime vittime. Non ci credete che e’ cosi’ ? Venite a vedere.
Tutti i milioni di euro sprecati dai sindacati italiani
ROMA (WSI) - Spese per milioni di euro non controllate, incarichi
di consulenze e contratti di ricerca «illegittimamente conferiti» e
oneri di missione irregolarmente liquidati.
Sono alcuni punti di indagini che il procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio, Angelo Raffaele De Dominicis, ha delegato alla fine di gennaio alla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma per far luce sull'attività del Cnel, il Consiglio nazionale economia e lavoro presieduto dall'ex ministro Antonio Marzano, che ha fra i consiglieri molti sindacalisti, fra cui Luigi Angeletti (Uil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Susanna Camusso (Cgil), esperti nominati dal Quirinale e dalle categorie produttive.
Il procuratore De Dominicis, sottolineando la «particolare delicatezza» dell'istruttoria «che coinvolge un organo di rilevanza costituzionale», sollecita i finanzieri ad «accelerare al massimo gli accertamenti istruttori», evidenziando anche l'eventuale violazione di un articolo della legge antimafia.
Fra le verifiche da svolgere anche quella sul collegio dei revisori dei conti del Cnel, la cui composizione secondo il procuratore sarebbe irregolare. Nella delega ai finanzieri, De Dominicis sottolinea che i sindaci non avrebbero «mai formulato rilievi su aspetti della gestione amministrativa».
Il contenuto di questo articolo è pubblicato da L'Espresso
Sono alcuni punti di indagini che il procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio, Angelo Raffaele De Dominicis, ha delegato alla fine di gennaio alla polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma per far luce sull'attività del Cnel, il Consiglio nazionale economia e lavoro presieduto dall'ex ministro Antonio Marzano, che ha fra i consiglieri molti sindacalisti, fra cui Luigi Angeletti (Uil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Susanna Camusso (Cgil), esperti nominati dal Quirinale e dalle categorie produttive.
Il procuratore De Dominicis, sottolineando la «particolare delicatezza» dell'istruttoria «che coinvolge un organo di rilevanza costituzionale», sollecita i finanzieri ad «accelerare al massimo gli accertamenti istruttori», evidenziando anche l'eventuale violazione di un articolo della legge antimafia.
Fra le verifiche da svolgere anche quella sul collegio dei revisori dei conti del Cnel, la cui composizione secondo il procuratore sarebbe irregolare. Nella delega ai finanzieri, De Dominicis sottolinea che i sindaci non avrebbero «mai formulato rilievi su aspetti della gestione amministrativa».
Il contenuto di questo articolo è pubblicato da L'Espresso
Sovranità alimentare
Spesso lo dimentichiamo ma tutti noi siamo titolari di speciali diritti per quanto concerne l’alimentazione: è la cosiddetta “sovranità alimentare” che implica lo sviluppo di un sistema basato sulla diversità bio-culturale a livello locale,
un sistema che, peraltro, richiede conoscenze, tecniche e tecnologie
radicalmente differenti da quelle imposte negli ultimi decenni
dall’apparato scientifico e industriale.
A tal proposito, ricordiamo che la semente è il primo anello della catena alimentare. Tutte le colture agricole che ci nutrono provengono da sementi selezionate e tramandate dai contadini di tutto il mondo, di generazione in generazione, creando quella bio-diversità dinamica che rende le piante capaci di adattarsi alla variabilità dei suoli, dei climi, delle pratiche agricole e delle necessità umane.
L’industrializzazione dell’agricoltura è invece un fenomeno piuttosto recente, tuttavia capace di rivoluzionare gli equilibri rurali ormai consolidati da secoli: le sementi contadine, infatti, subiscono la minaccia di una cannibalizzazione da parte delle sementi “migliorate”in laboratorio, gli OGM, per essere più resistenti a pesticidi e fertilizzanti. Secondo la FAO, questa industrializzazione massiccia ha già eroso il 75% di biodiversità ma ha anche condotto a danni ambientali e sanitari insopportabili.
Lo iato è evidente: da una parte vi è il dominio delle multinazionali sul mercato in cui, nella migliore delle ipotesi, agli agricoltori è lasciata la scelta o di omologarsi o, al contrario, di ridursi ad occupare nicchie marginali; dall’altra, vi è il modello di un’agricoltura ‘sociale’ con al centro i diritti di chi lavora e di chi consuma il cibo.
La battaglia contro gli OGM, dunque, è anzitutto una battaglia per la sovranità dei popoli, per fare in modo che essi possano scegliere il proprio modello di produzione, distribuzione e di consumo del cibo, rifiutando il dilagare di un modello basato sull’omologazione e lo sfruttamento, presentato oramai come inevitabile e imprescindibile.
Per i movimenti contadini, l’opposizione alla globalizzazione e, quindi, agli OGM, è una lotta contro un modello standard che li espropria del diritto/dovere di poter scegliere cosa e come produrre.
Di fronte a sfide alimentari e ambientali che diventano sempre più urgenti, dunque, la capacità di adattare le colture all’amplificazione dei cambiamenti climatici e alla diminuzione degli input energetici e chimici, impone di riportare al centro i diritti degli agricoltori, restituendo loro il diritto di scegliere, scambiare, selezionare e moltiplicare localmente le sementi.
L’invisibilità finora costitutiva per gli OGM un’ottima difesa ma è stata ormai infranta dalle mobilitazioni che si sono moltiplicate in ogni angolo del pianeta, accendendo i riflettori su questi nuovi alimenti e rendendo l’opinione pubblica cosciente, critica e partecipe. Gli OGM hanno avuto il ‘merito’di ridestare l’attenzione del grande pubblico occidentale sul cibo, su come e da chi questo venga coltivato, trasformato e commercializzato, oltre che di riaprire il dibattito sul ruolo della scienza e della ricerca nella società del XXI secolo, anche all’interno dello stesso mondo scientifico.
Come affermato nella Dichiarazione del Forum ‘Nyeleni Europa per la Sovranità Alimentare’ tenutosi in Austria nell’agosto del 2011, con la partecipazione di più di 400 persone da 34 paesi, «cambiare la direzione di questo sistema alimentare sarà possibile solo attraverso un riorientamento completo delle politiche e delle pratiche alimentari e agricole. È indispensabile ridisegnare il sistema alimentare sulla base dei principi della sovranità alimentare, soprattutto in Europa, ed è indispensabile farlo ora».
VEDI
http://www.tuttogreen.it/gli-ogm-hanno-fatto-aumentare-limpiego-di-pesticidi-negli-usa/
http://www.tuttogreen.it/super-erba-medica-non-ogm-sviluppata-per-resistere-ai-pesticidi/
http://www.tuttogreen.it/agricoltura-biologica-cos%E2%80%99e-la-lotta-biologica-e-perche-e-meglio-dei-pesticidi/
http://www.tuttogreen.it/peru-il-paese-che-non-vuole-ogm/
http://www.tuttogreen.it/lagricoltura-biologica-e-produttiva-come-quella-convenzionale-ma-fa-meglio-al-terreno/
http://www.tuttogreen.it/cresce-nel-mondo-lopposizione-agli-ogm-ma-monsanto-insiste/
http://www.tuttogreen.it/in-francia-la-monsanto-condannata-per-aver-avvelenato-contadino-finalmente-qualcosa-si-muove/
http://www.tuttogreen.it/monsanto-denunciata-dagli-agricoltori-americani-una-storia-esemplare/
http://www.tuttogreen.it/ancora-polemiche-su-ogm-e-roundup-dopo-lo-studio-francese/
A tal proposito, ricordiamo che la semente è il primo anello della catena alimentare. Tutte le colture agricole che ci nutrono provengono da sementi selezionate e tramandate dai contadini di tutto il mondo, di generazione in generazione, creando quella bio-diversità dinamica che rende le piante capaci di adattarsi alla variabilità dei suoli, dei climi, delle pratiche agricole e delle necessità umane.
L’industrializzazione dell’agricoltura è invece un fenomeno piuttosto recente, tuttavia capace di rivoluzionare gli equilibri rurali ormai consolidati da secoli: le sementi contadine, infatti, subiscono la minaccia di una cannibalizzazione da parte delle sementi “migliorate”in laboratorio, gli OGM, per essere più resistenti a pesticidi e fertilizzanti. Secondo la FAO, questa industrializzazione massiccia ha già eroso il 75% di biodiversità ma ha anche condotto a danni ambientali e sanitari insopportabili.
Lo iato è evidente: da una parte vi è il dominio delle multinazionali sul mercato in cui, nella migliore delle ipotesi, agli agricoltori è lasciata la scelta o di omologarsi o, al contrario, di ridursi ad occupare nicchie marginali; dall’altra, vi è il modello di un’agricoltura ‘sociale’ con al centro i diritti di chi lavora e di chi consuma il cibo.
La battaglia contro gli OGM, dunque, è anzitutto una battaglia per la sovranità dei popoli, per fare in modo che essi possano scegliere il proprio modello di produzione, distribuzione e di consumo del cibo, rifiutando il dilagare di un modello basato sull’omologazione e lo sfruttamento, presentato oramai come inevitabile e imprescindibile.
Per i movimenti contadini, l’opposizione alla globalizzazione e, quindi, agli OGM, è una lotta contro un modello standard che li espropria del diritto/dovere di poter scegliere cosa e come produrre.
Di fronte a sfide alimentari e ambientali che diventano sempre più urgenti, dunque, la capacità di adattare le colture all’amplificazione dei cambiamenti climatici e alla diminuzione degli input energetici e chimici, impone di riportare al centro i diritti degli agricoltori, restituendo loro il diritto di scegliere, scambiare, selezionare e moltiplicare localmente le sementi.
L’invisibilità finora costitutiva per gli OGM un’ottima difesa ma è stata ormai infranta dalle mobilitazioni che si sono moltiplicate in ogni angolo del pianeta, accendendo i riflettori su questi nuovi alimenti e rendendo l’opinione pubblica cosciente, critica e partecipe. Gli OGM hanno avuto il ‘merito’di ridestare l’attenzione del grande pubblico occidentale sul cibo, su come e da chi questo venga coltivato, trasformato e commercializzato, oltre che di riaprire il dibattito sul ruolo della scienza e della ricerca nella società del XXI secolo, anche all’interno dello stesso mondo scientifico.
Come affermato nella Dichiarazione del Forum ‘Nyeleni Europa per la Sovranità Alimentare’ tenutosi in Austria nell’agosto del 2011, con la partecipazione di più di 400 persone da 34 paesi, «cambiare la direzione di questo sistema alimentare sarà possibile solo attraverso un riorientamento completo delle politiche e delle pratiche alimentari e agricole. È indispensabile ridisegnare il sistema alimentare sulla base dei principi della sovranità alimentare, soprattutto in Europa, ed è indispensabile farlo ora».
VEDI
http://www.tuttogreen.it/gli-ogm-hanno-fatto-aumentare-limpiego-di-pesticidi-negli-usa/
http://www.tuttogreen.it/super-erba-medica-non-ogm-sviluppata-per-resistere-ai-pesticidi/
http://www.tuttogreen.it/agricoltura-biologica-cos%E2%80%99e-la-lotta-biologica-e-perche-e-meglio-dei-pesticidi/
http://www.tuttogreen.it/peru-il-paese-che-non-vuole-ogm/
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http://www.tuttogreen.it/cresce-nel-mondo-lopposizione-agli-ogm-ma-monsanto-insiste/
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http://www.tuttogreen.it/ancora-polemiche-su-ogm-e-roundup-dopo-lo-studio-francese/
LE SETTE PIAGHE D'ITALIA
di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI
PRIMA PIAGA
Mancanza di uno spirito sociale. Lo spirito di comunità è praticamente assente, salvo nelle regioni del Nord. Basta vedere, a puro titolo di esempio, la distribuzione delle associazioni caritatevoli sul territorio e, ad ulteriore esempio, verificare da che parte arriva la maggioranza degli iscritti all’AVIS o l’adesione alla cessione di organi post mortem.
SECONDA PIAGA
Comportamento verso la collettività. Lo stile vigente in Italia è quello (ereditato dal Sud) di infischiarsene degli altri, pensando solo a se stessi e, al massimo, alla propria famiglia. Questo ha generato, da secoli, la mafia e gli atteggiamenti corrispondenti alla filosofia mafiosa, quali la spasmodica adozione della corruzione e del favore immeritato.
TERZA PIAGA
La furbizia. Secondo una cultura, tipicamente mediterranea è meno qualificato l’individuo colto, dell’individuo furbo. Il vantaggio di detta filosofia, la furbizia la si trova in tasca senza fatica, mentre la cultura costa sudore e sacrifici. L’Italia, pertanto, è diventato il regno dei furbi. Non a caso i politici devono dimostrare sempre più di essere capaci di “fregare” gli avversari piuttosto che dimostrare la propria abilità nel risolvere i problemi del paese.
QUARTA PIAGA
La mancanza di cultura. Abbiamo avuto occasione di dimostrare su questo quotidiano, cifre alla mano, il crescente calo della cultura giovanile, nonché di quella professionale ed aziendale. Anche nel campo delle arti siamo nelle stesse condizioni. Basti vedere lo stato del teatro, delle arti figurative e del cinema il quale ultimo è riuscito perfino ad ottenere una tassa sulle televisioni per riuscire a sfangarla, pur producendo film ai quali non hanno il coraggio di assistere neanche tutti i familiari.
QUINTA PIAGA
Il processo di selezione dei rappresentanti dei popoli italiani avviene alla rovescia. Non solo non sono i migliori ad avanzare, ma in più costoro appartengono principalmente alle regioni del Sud. E quindi sono scarsamente rappresentativi dell’Italia che produce. Vi prego di soffermarvi a guardare quanto avviene in televisione. La stragrande maggioranza dei presentatori, degli intervistati e dei problemi discussi appartengono al Sud. Il Nord esiste solo per pagare! La scarsa cultura regna sovrana tra gli stessi rappresentanti del popolo. E’ sufficiente ascoltarli qualche volta per accorgersene. A questo proposito è stato più che sufficiente un sondaggino fatto presso i parlamentari per accorgersi che la parola “spread” viene spessissimo usata, ma senza conoscerne il significato.
SESTA PIAGA
La dipendenza dalla burocrazia. Burocrazia, in generale, è sinonimo di scorsa voglia di lavorare e, soprattutto, scarsa capacità organizzativa (praticamente nulla). In Italia queste caratteristiche negative raggiungono vette impensate ed impensabili. La burocrazia italiana, oltretutto, nel terrore quotidiano di perdere il potere che possiede in misura nettamente superiore al potere dei politici, complica le cose, attraverso i regolamenti essa stessa stila, in modo tale da rendersi indispensabile. Purtroppo i suoi costi, diretti (paghe e stipendi) ed indiretti (ritardi e/o regolamenti folli o sostanzialmente errati) stanno portando questo Stato sull’orlo della bancarotta. Temiamo che il processo, a meno di una rivoluzione, sia ormai diventato irreversibile.
SETTIMA PIAGA
Il gigantesco debito pubblico. Il debito pubblico italiano è un debito-primato a livello mondiale derivato da una cultura, anche questa mediterranea, che fare “un piacere” agli amici, specie se il piacere è a spese degli altri cittadini, costa meno fatiche che spremersi le meningi a vantaggio della collettività. E “fa un piacere” oggi, “fa un piacere” domani siamo giunti alla condizione attuale.
PRIMA PIAGA
Mancanza di uno spirito sociale. Lo spirito di comunità è praticamente assente, salvo nelle regioni del Nord. Basta vedere, a puro titolo di esempio, la distribuzione delle associazioni caritatevoli sul territorio e, ad ulteriore esempio, verificare da che parte arriva la maggioranza degli iscritti all’AVIS o l’adesione alla cessione di organi post mortem.
SECONDA PIAGA
Comportamento verso la collettività. Lo stile vigente in Italia è quello (ereditato dal Sud) di infischiarsene degli altri, pensando solo a se stessi e, al massimo, alla propria famiglia. Questo ha generato, da secoli, la mafia e gli atteggiamenti corrispondenti alla filosofia mafiosa, quali la spasmodica adozione della corruzione e del favore immeritato.
TERZA PIAGA
La furbizia. Secondo una cultura, tipicamente mediterranea è meno qualificato l’individuo colto, dell’individuo furbo. Il vantaggio di detta filosofia, la furbizia la si trova in tasca senza fatica, mentre la cultura costa sudore e sacrifici. L’Italia, pertanto, è diventato il regno dei furbi. Non a caso i politici devono dimostrare sempre più di essere capaci di “fregare” gli avversari piuttosto che dimostrare la propria abilità nel risolvere i problemi del paese.
QUARTA PIAGA
La mancanza di cultura. Abbiamo avuto occasione di dimostrare su questo quotidiano, cifre alla mano, il crescente calo della cultura giovanile, nonché di quella professionale ed aziendale. Anche nel campo delle arti siamo nelle stesse condizioni. Basti vedere lo stato del teatro, delle arti figurative e del cinema il quale ultimo è riuscito perfino ad ottenere una tassa sulle televisioni per riuscire a sfangarla, pur producendo film ai quali non hanno il coraggio di assistere neanche tutti i familiari.
QUINTA PIAGA
Il processo di selezione dei rappresentanti dei popoli italiani avviene alla rovescia. Non solo non sono i migliori ad avanzare, ma in più costoro appartengono principalmente alle regioni del Sud. E quindi sono scarsamente rappresentativi dell’Italia che produce. Vi prego di soffermarvi a guardare quanto avviene in televisione. La stragrande maggioranza dei presentatori, degli intervistati e dei problemi discussi appartengono al Sud. Il Nord esiste solo per pagare! La scarsa cultura regna sovrana tra gli stessi rappresentanti del popolo. E’ sufficiente ascoltarli qualche volta per accorgersene. A questo proposito è stato più che sufficiente un sondaggino fatto presso i parlamentari per accorgersi che la parola “spread” viene spessissimo usata, ma senza conoscerne il significato.
SESTA PIAGA
La dipendenza dalla burocrazia. Burocrazia, in generale, è sinonimo di scorsa voglia di lavorare e, soprattutto, scarsa capacità organizzativa (praticamente nulla). In Italia queste caratteristiche negative raggiungono vette impensate ed impensabili. La burocrazia italiana, oltretutto, nel terrore quotidiano di perdere il potere che possiede in misura nettamente superiore al potere dei politici, complica le cose, attraverso i regolamenti essa stessa stila, in modo tale da rendersi indispensabile. Purtroppo i suoi costi, diretti (paghe e stipendi) ed indiretti (ritardi e/o regolamenti folli o sostanzialmente errati) stanno portando questo Stato sull’orlo della bancarotta. Temiamo che il processo, a meno di una rivoluzione, sia ormai diventato irreversibile.
SETTIMA PIAGA
Il gigantesco debito pubblico. Il debito pubblico italiano è un debito-primato a livello mondiale derivato da una cultura, anche questa mediterranea, che fare “un piacere” agli amici, specie se il piacere è a spese degli altri cittadini, costa meno fatiche che spremersi le meningi a vantaggio della collettività. E “fa un piacere” oggi, “fa un piacere” domani siamo giunti alla condizione attuale.
giovedì 14 febbraio 2013
Il MES, ovvero il Meccanismo Europeo di Stabilità
Il MES è un trattato, che istituisce un’organizzazione
finanziaria che influisce pesantemente sulle nostre sorti economiche.
Circa un anno e mezzo fa, quando la crisi in Italia doveva ancora esplodere nella sua fase più purulenta, qualcuno in Europa decise che era ora di fornire l’Europa di un ennesimo strumento finanziario, atto a proteggere l’architettura dell’Unione Europea da una possibile crisi del debito sovrano e si pensò di sostituire il Fondo salva stati con una nuova organizzazione, un’istituzione finanziaria detta MES (meccanismo europeo di stabilità, conosciuto nel resto d’Europa come Esm), uno dice: un fondo, qualcosa a cui chiedere aiuto in caso di necessità, all’Unione Europea?
Ciò significa un programma di pesanti condizionalità e di espropri, di indebitamento ulteriore in quanto,per risolvere una questione finanziariamente compromessa, ci si compromette ulteriormente. Le pesanti condizionalità si vedono in Grecia ove il FMI, esiste un allegato da tutti consultabile, ha imposto la privatizzazione e quindi la cessione al mercato, di tutti i più grandi asset del paese, per esempio gli aeroporti, le poste, autostrade, etc...Quindi bisognerebbe chiedersi innanzitutto di che aiuto si tratti. Il MES parte con un capitale che adesso è di circa 700 miliardi di Euro e che suddivide questo capitale in quote tra i vari paesi membri che vi aderiscono, al momento i paesi membri che vi aderiscono sono quelli della zona Euro, 17 paesi tra i quali noi. La quota di contribuzione italiana è del 17,9% ed implica un esborso di 125 miliardi di Euro. Un paese colpito dalla disoccupazione, dalla carenza endemica di risorse, che non riesce a pagare i danni del terremoto in Emilia Romagna, paga la sua quota e paga il fallimento delle banche come Monte dei Paschi di Siena.E come? Semplice, si indebita ulteriormente sul mercato, come prevede il Disegno di Legge N. 3240 Comunicato alla Presidenza il 3 aprile 2012, si prendono a debito, cioè corrispondendo degli interessi.Quindi il nostro processo di salvataggio ci indebita ulteriormente. Ma come tornano indietro questi soldi? Nel caso in cui un paese membro abbia necessità di essere salvato e quindi ne faccia esplicita richiesta, dopo un’attenta valutazione che implica il coinvolgimento della Commissione europea, della BCE e del FMI, la cd. Troica, e dopo l’approvazione di un piano di condizionalità detto memorandum di intesa, si decide che i soldi possono venire prestati, si paga un’assicurazione perché poi la polizza copre la necessità di un eventuale maggiore esborso.Si paga una polizza per poter chiedere dei prestiti, a prescindere se ne ha veramente bisogno, l'Italia si indebita da subito per 125 miliardi, soltanto per avere la possibilità di poter chiedere un prestito dopo, quando e se ci viene concesso, e con interesse. Ma per far fronte ai debiti pregressi non funziona di indebitarsi ulteriormente, perché oltre pagare quelli vecchi, devo pagare quelli nuovi, semmai conviene procedere a un piano di dilazionamenti in cui si concorda una certa tempistica e nel frattempo si cerca di trovare i soldi, questa è l’unica maniera di uscire da una crisi.L’Unione Europea ha cioè posto un piano usuraio che indebita pesantemente gli stati e questo indebitamento progressivo impoverisce il privato cittadino e costringe lo Stato a cedere parti di sovranità.Il Presidente del Consiglio Monti ha sempre dichiarato che la cessione di parte della sovranità fosse non soltanto ammissibile, ma necessaria.I popoli sono pronti cioè ad affrontare cessioni di parti della sovranità, quando c’è una crisi conclamata in atto, ed il non cedere parte di sovranità avrebbe conseguenze peggiori rispetto che conferirla in un’unica entità centrale, l’Europa unita, che è l'obiettivo di Monti.La Commissione trilaterale ha come obiettivo la costruzione dell’integrazione politica ed economica europea, e sostiene che le crisi servono a questo. Dopo la crisi, comunque questa cessione non è reversibile e del resto, in un celebre discorso al Parlamento Monti ha espressamente sottolineato come la nostra Costituzione sia fondata sulla cessione della sovranità. Ora, la Costituzione dice che l’Italia può cedere parti di sovranità purché queste parti di sovranità siano cedute in maniera paritetica con gli altri stati, che partecipano a questa cessione nella stessa misura. Il MES chiede quindi cessioni di parti della sovranità, checonsistono nella firma di pesanti condizionalità, di memorandum di intesa a opera della Troica (Commissione Europea, BCE e FMI) e nel controllo stretto delle politiche economiche del paese, del Parlamento, per cui nel momento in cui si accede a questi prestiti non si è più liberi di affrontare le politiche economiche che si ritengono necessarie per il benessere dei cittadini.
Nel 1938 gli USA hanno statuito il diritto del popolo, nel momento in cui il ripianamento dei suoi debiti avesse significato un’eccessiva perdita di benessere, di vivere con dignità, e rappresentare l’infelicità estrema di un popolo, bene statuirono che il popolo aveva il diritto morale di non ripianare il debito, perché il primato spetta alla dignità di un popolo! Gli strumenti messi in campo per ottenere l'Unione Europea sono invece ricattatori, non vi è la ricerca del consenso popolare, perchè non esiste il popolo europeo.
Ma tornando al Mes, oltre ai 125 miliardi di indebitamento, oltre all’indebitamento ulteriore che accadrebbe nel caso in cui uno stato membro si trovasse nelle condizioni di dover chiedere l’aiuto, c’è un altro aspetto fortemente inquietante, ovvero come il MES è strutturato.I 17 supergovernatori sono costituiti idealmente dai Ministri delle economie di ogni singolo stato membro che aderisce, hanno dei poteri illimitati, possono cambiare il trattato a loro piacimento, a maggioranza qualificata. Se si dovesse modificare la quota parte per riadattarla alle mutate esigenze, il Consiglio dei 17 supergovernatori potrà decidere di cambiare le esigenze di capitale all’interno del fondo e quindi passare da 700 miliardi a 1400 o a 2100.Nel momento in cui il MES impone una ricapitalizzazione agli stati membri, e i 17 supergovernatori decidano di aumentarla da 700 a 1400 miliardi, noi ci troveremmo indebitati non più di 125 miliardi, ma di 250. In un progressivo indebitamento di cui si conosce l’inizio ma non la fine, e già questo dovrebbe indurci a una forte, fortissima cautela perché ci staremmo indebitando all’infinito, consegnando ad un aguzzino un libretto di assegni virtualmente infinito, tutti in bianco e firmati.
E gli assegni ordinati dal board dirigenziale del Mes dovranno essere corrisposti “irrevocabilmente” e “incondizionatamente”, non solo bisogna darli, ma darli esattamente nei tempi e nei modi in cui il MES deciderà. Il Mes li vorrà dagli stati membri, ed all’Art. 17 si dice che il MES sarà abilitato a contrarre prestiti sui mercati finanziari, da banche, istituzioni o altre persone, quindi virtualmente può farci indebitare con la Cina o con Goldman Sachs. A quel punto Goldman Sachs, la Cina e quant’altro saranno osservatori e interlocutori privilegiati nel processo di definizione del memorandum delle famose condizionalità che saranno imposte al paese che chiede i prestiti. Se le politiche monetarie di un paese sono tali da fargli chiedere un aiuto finanziario tramite questo meccanismo, quel paese si ritrova poi Goldman Sachs quale creditrice, quindi queste cessioni di sovranità non avvengono soltanto nei confronti di una unità centrale europea, ma nei confronti di istituzioni finanziarie, e persino persone, come sta scritto nell’Art. 17. Altra abnormità da notare è che tutte le operazioni del MES che, essendo un’istituzione composta dai 17 supergovernatori e cioè dai Ministri dell’economia dei vari paesi, quindi un’istituzione democratica che si rivolge al bene dei cittadini, bene la MES sarà completamente immune da qualsiasi procedimento giudiziario, nel caso in cui si scoprano irregolarità, come nel caso di operazioni internazionali che si configurano come riciclaggio quando provengono da fondi illeciti privati.Quindi immuni da responsabilità per il loro operato e le sedi, i documenti, i verbali, le minute, qualsiasi documento prodotto dal MES all’interno del MES o che abbia una relazione con il Mes, sarà completamente inviolabile, e questi governatori godranno di una totale, sostanziale impunità e della totale inviolabilità dei loro documenti. Ed infiine, il MES avrà sede nei paesi in un luogo che sarà in tutto e per tutto simile a un’ambasciata perché non sarà soggetto a nessun tipo di autorizzazione, nessuna autorità, forze dell’ ordine o autorità giudiziarie, nessuno potrà entrare in queste "premises", non potranno essere soggette a perquisizione, non potranno essere soggetti a qualsiasi altro tipo di regolamentazione necessaria sui vari territori, non dovranno pagare le tasse, sono come uno Stato nello stato.Avranno un Collegio di revisori esterni (Art. 29), i conti del MES sono oggetto di revisione da parte di revisori esterni, indipendenti, dei quali poi aggiungono: approvati dal Consiglio dei governatori.Il Fondo Salva stati è servito sino ad ora a salvare le banche, dopo una riunione dell’Ecofin la scorsa primavera, la riunione dei Ministri dell’economia, si è discusso sull’opportunità di salvare le banche che non soltanto sono state ricapitalizzate con i mille miliardi dell’operazione definita dalla BCE, che potevano restituire comodamente all’1% , e con i quali hanno acquistato titoli di Stato.Titoli di Stato che all’epoca in Italia avevano rendimenti, con lo spread alto, elevatissimi, certamente non dell’1%, ma del 5/6/7%. Le banche hanno acquistato titoli a 3 anni per salvare l’Italia, ma hanno comprato i soldi all’1% dalla BCE ed acquistato titoli di Stato non all’1%, cercando quindi di far fallire l'Italia.La realtà è che dovevano ricapitalizzarsi dopo le decisioni assunte dell’Eba , la European banking authority e cioè l’autorità centrale bancaria europea con sede a Londra che, all’epoca dei famosi risolini tra la Merkel e Sarcozy, aveva deciso che le banche valevano tanto quanto valevano i loro titoli di Stato sul valore che avevano sul mercato secondario in quel preciso momento. E siccome in quel momento i titoli dei paesi del sud Europa: Spagna, Italia, Grecia avevano un tasso di interesse elevatissimo sul mercato secondario e quindi valevano di meno, era evidente che le banche spagnole o italiane, che avevano prevalentemente in pancia i propri titoli del proprio Stato, avevano improvvisamente un ammanco di bilancio enorme perché valevano improvvisamente di meno. E ciò anche se quei titoli fossero stati rimborsati al valore prestabilito di quando erano stati acquistati, in quanto la decisione della Eba voleva che le banche dei paesi indebitati, quindi anche quelle italiane, per dessero valore ed avessero bisogno di ricapitalizzarsi. Voleva una crisi bancaria, figlia della crisi delle banche d’America, trasferita in Europa per continuare ad essere una crisi bancaria pagata dai cittadini.La BCE concede mille miliardi al tasso privilegiato dell’1 %, da restituire in tre anni e impone di comprare titoli di Stato, che in quel momento hanno un tasso di interesse elevatissimo, per ricapitalizzare le banche.E questo denaro illecitamente ricevuto lo pagano i contribuenti, perché la BCE se lo riprenderà dietro ma gli interessi li pagheranno gli italiani.Mario Draghi, il vile affarista di cui parlava Cossiga, ora vuole aiutare gli stati comprando i titoli di Stato sul mercato secondario, solo quelli fino a 3 anni. Perchè se non aiutano lo spread, se la differenza dei rendimenti tra i titoli italiani e i titoli equivalenti tedeschi è su quelli decennali?
Il vile dice: influiranno un po’ a cascata sui rendimenti dei titoli decennali. Ma i titoli a 3 anni erano proprio quelli che in gran parte le banche avevano acquistato con i famosi miliardi presi all’1% dalla BCE, per cui le banche hanno preso i soldi dalla BCE e comprato i titoli di stato italiani, che noi dovremo ripagare con le nostre tasse, e non dovranno aspettare 3 anni per pagarli, Draghi lo fa immediatamente facendo questa operazione su un mercato secondario e così ricapitalizzando ulteriormente le banche. Per cui il MES avrà essenzialmente finalità di salvataggio delle banche, degli istituti finanziari ed i soldi per salvare le banche e gli istituti finanziari li deve mettere Pantalone, cioè noi perché il MES lo paghiamo noi con i 125 miliardi iniziali ed una quota di indebitamento progressiva.
Mario Draghi, in una conferenza stampa tenutasi alla BCE intorno al 6 giugno di quest’anno, ad una giornalista che gli chiede circa questa ipotesi di utilizzare il MES per pagare la crisi delle banche, lui risponde che l'operazione consente la ricapitalizzazione delle banche senza aumentare il debito degli stati, come se il debito degli stati non riguardasse le quote che il MES utilizza per salvare le banche! E la cosa ancor più buffa è che abbiamo visto come il MES in sostanza significhi “cessione di sovranità” perché nel momento in cui tu lo utilizzi devi sottostare a delle condizionalità ed al controllo in Parlamento delle politiche economiche perché sia rispettoso delle condizionalità.E' ovvio che la sovranità per definizione è proprio quella di decidere autonomamente, soprattutto in Parlamento le leggi, quelle poi in materia economica sono le più importanti, è ovvio che lo stato questa sovranità la perde.
E siccome lo stesso principio è stato proposto anche per il salvataggio delle banche, quando si è detto di usare il MES per salvare le banche, ci si è chiesti quali sono le condizionalità per le banche? Certo non è possibile entrare nei consigli di amministrazione e decidere le politiche che le banche devono fare, ma si può avere delle quote, diventare azionisti di quelle banche, una specie di semieuropeizzazione.Per il vile ora la questione è se il MES diventi azionista delle banche che ricapitalizza o meno. E specifica: "abbiamo disegnato il trattato con l’obiettivo di diventare un’azionista delle banche dell’Unione Europea?" Quindi per Draghi il MES, che avrebbe nei confronti delle banche la stessa finalità che ha nei confronti degli Stati, quella del salvataggio, se chiede in cambio del salvataggio una quota delle azioni di quello Stato sotto forma di cessione di sovranità, compie un atto legittimo, se però chiede delle azioni delle banche che intende salvare, allora ci impone una pesante riflessione collettiva. E' davvero quello che vogliamo? Ora, per i cittadini è un bene che il MES possa aiutarci acquisendo quote della nostra sovranità? Se, come dovremmo, rispondiamo no, allora tu italiano sei un antieueuropeista, sei un euroscettico, vuoi pilotare questa nazione sugli scogli della crisi, sei un populista e nel silenzio generale degli intellettuali, dei giornalisti, degli opinionisti, dei media l’Italia si avvia così verso l’approvazione del MES seguendo il Disegno di Legge di Mario Monti.In altri paesi il dibattito comincia a esplodere, perché se ne accorgono tutti dello scandalo, ed a maggio arriva una lettera di alcune personalità austriache, professioni e docenti a tutte le istituzioni di Vienna, che sostanzialmente dice “in qualità di cittadini responsabili i sottoscritti hanno letto la bozza del MES con la necessaria diligenza e accuratezza, siamo pervenuti alla conclusione che questa bozza non deve essere accettata, coloro che la firmeranno, devono essere giudicati avendo agito con dolo eventuale se le prevedibili conseguenze si manifestano, non solo l’accordo contraddice le più elementari convenzioni dell’Unione Europea, che costituiscono le basi per l’ingresso e per la permanenza dell’Europa unita in qualità di membri, ma viola anche la costituzione federale austriaca, poiché trasferisce le prerogative del diritto di ogni democrazia, per esempio la sovranità finanziaria a un’istituzione al di fuori del suo controllo, se questo trattato sarà ratificato, tutti gli stati membri dell’Unione Europea saranno diretti da un’oligarchia finanziaria anonima, priva di legittimazione democratica, per dirla con schiettezza è una delega a instaurare una schiavitù anonima e finanziaria sotto al pretesto della solidarietà, in particolare l’impegno a obbligarsi in favore del settore finanziario, sovraccaricherà le capacità delle economie nazionali e la disponibilità dei cittadini a subire ulteriori sacrifici finanziari. L’obbligazione incondizionata e irrevocabile al pagamento iniziale e a quelli aggiuntivi, testimoniano di questa riduzione in catene a favore dei grandi possessori di capitali, attraverso l’obbligazione a agire in accordo con il FMI si stabilisce l’influenza indiretta degli USA, ovvero la compartecipazione decisionale di quelli che hanno prodotto e che ancora mettono in scena la crisi finanziaria. I privilegi e le immunità richieste assicurano agli attori che spendano i europei con illimitate tasse di solidarietà, illimitate, possono formare un superstato che di fatto non può essere controllato, citato e perseguito legalmente.
L’Art. 17 regola le operazioni di prestito del Mes, avendo il MES diritto di fare ricorso contro tutti gli stati membri, ecco che diventano possibili orge debitorie senza alcun controllo parlamentare e per gli attori dei mercati di capitali, grossi profitti sui crediti, senza che questo comporti per loro alcun rischio! Noi riteniamo che se per qualsiasi motivo i governi volessero aumentare la massa monetaria, dovrebbero invece affidare la creazione della moneta direttamente alla BCE, piuttosto che ottenerla attraverso una doppia intermediazione creditizia a costi più elevati. Sentite qua: l’indifferenza rispetto alle preoccupazioni e ai problemi dei cittadini e la tesa inflizione dell’Austerity minacciano di portare a una resistenza pubblica, all’abbattimento dei governi e perfino a guerre civili. Quando i cittadini si sveglieranno e si renderanno conto che grossi attori finanziari che chiedono sempre maggiori sacrifici economici a tutti gli altri, non corrispondono di contro a un’adeguata contribuzione, si ribelleranno, ci permettiamo di aggiungere che abbiamo avvisato tutti i politici per tempo, ma siamo stati liquidati come profeti di sventura e altre cose che vi invito a leggere. Così in attesa di ratificare il Mes, la prima cosa che si fa è quella di approvare il pareggio di bilancio, la regola del pareggio di bilancioda introdurre in Costituzione. Per introdurre delle modifiche alla Costituzione è necessario innanzitutto un ampio dibattito politico – nazionale, non si modifica con leggerezza la Costituzione.Lo fa notare da noi un professore dell’università di Genova, di filosofia del diritto che si chiama Paolo Becchi, che scrive “con ultima e definitiva deliberazione del 17 aprile 2012 il Parlamento ha infatti modificato gli articoli 81, 97, 117, 119 della Costituzione, introducendo il principio del pareggio di bilancio nella Carta Costituzionale italiana. La raggiunta maggioranza di 2/3 ha peraltro escluso la possibilità di procedere al referendum di revisione costituzionale, previsto e disciplinato dall’Art. 138: non è la prima volta che la Costituzione subisce modifiche senza il ricorso allo strumento referendario, per semplice “colpo” della maggioranza, nel caso in questione hanno votato a favore il Pdl, PD e terzo polo, nonché personalmente il Senatore Monti, è però la prima volta che alcuni articoli della Costituzione vengono cambiati in un’atmosfera tanto silenziosa, senza alcun coinvolgimento dell’opinione pubblica e senza una reale discussione politica.
Qualcosa che non preoccupa nessuno, Becchi conclude molto ironicamente così “in un romanzo di Brecht, alla fine il capo dei gangster comanda ai suoi seguaci “mi raccomando il lavoro deve essere legale”. Che tragica fine ha fatto la legalità, finisce come parola d’ordine di un gangster, questo per sottolineare che tutto quello che è avvenuto dall’insegnamento del governo Monti fino a oggi è avvenuto in maniera legale!
Tra legale e legittimo c’è una differenza che deve essere colmata e di solito si colma con il dibattito e con l’informazione. E che l’informazione latiti ce ne si accorge facilmente anche dopo l’approvazione del Fiscal compact che segue alla modifica costituzionale per il pareggio di bilancio, il Fiscal compact obbliga i paesi a raggiungere in 20 anni un rapporto debito/Pil del 60%. Ora siccome in Italia il rapporto debito – Pil si aggira intorno al 120%, questo significa che in 20 anni dobbiamo risparmiare, non avere un deficit del 3% annuo, il che significa imporre qualcosa come 50 miliardi di Euro all’anno di tasse e tagli per 20 anni. In un paese già martoriato dalla crisi e privo di crescita una situazione come quella imposta dal Fiscal compact è una situazione di una gravità incredibile che si presuppone dovrebbe occupare le prime pagine dei giornali.Perciò mi sono permesso, all’indomani dell’approvazione del fiscal compact, di andare a vedere queste pagine dei giornali di cosa si occupassero e prima di trovare la notizia relativa all’approvazione del Fiscal Compact e del MES dovevo arrivare a pag. 7 e non soltanto a pag. 7, ma in un piccolo trafiletto in fondo a pag. 7 e scrivo così sul mio blog 5 righe e mezzo, sembra incredibile ma tanto ha dedicato Il Corriere della Sera nell’edizione di oggi all’approvazione del Fiscal Compact e del Mes, 5 righe e mezzo all’interno di un articoletto di fondo a pag. 7, riuscendo perfino a non nominarli né nel titolo che era “sì alle regole di bilancio UE e al fondo salva stati, assalto alla spending review” né tanto meno nel sottotitolo dove addirittura i due trattati vengono relegati allo stesso rango di migliaia di altri interventi, perché il sottotitolo era “al Senato 1800 emendamenti al taglia spese” e così arriviamo al 12 settembre.
Perché il 12 settembre? Perché non tutti i popoli dei paesi che hanno aderito al MES sono coglioni come noi, abbiamo già visto che alcune eminenti personalità austriache hanno indirizzato delle lettere, ma questa volta tocca ai tedeschi addirittura opporsi a questo trattato inoltrando qualcosa come 37 mila ricorsi alla Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe che doveva esprimersi sulla costituzionalità o meno del Mes, la sentenza sarebbe dovuta arrivare il 12 settembre e così è successo.
La sentenza aveva una certa rilevanza perché nel caso in cui la Corte Costituzionale avesse dichiarato che il MES non era costituzionale, ovviamente il trattato sarebbe decaduto e decadendo il trattato, gli speculatori si sarebbero molto agitati sui mercati, sapendo di non poter più contare su un indebitamento progressivo e garantivo degli stati membri e così gli spread sarebbero saliti e così i mercati perché oggi i mercati decidono, avrebbero determinato la disgregazione dell’Unione Europea e questo non poteva essere concesso. Così questa sentenza è diventata un po’ uno spartiacque, il 12 settembre questa sentenza della Corte Costituzionale è arrivata e i maggiori quotidiani nazionali si sono affrettati a dire che la Corte Costituzionale tedesca aveva dato il via libera al MES e quindi che avremmo avuto finalmente il nostro fondo salva stati che nessuno si azzarda mai a chiamare con il suo secondo e forse vero nome, cioè fondo salva banche, peccato però che quella della Corte Costituzionale tedesca non sia esattamente una sentenza che dà il via libera, ma una sentenza che riporta pesantemente nell’alveo del solco costituzionale, una sentenza che limita, il MES perché? Vi ricordate che noi abbiamo il 17,9% che per noi questo rappresenta una quota capitale all’interno del MES di 125 miliardi, bene allo stesso modo la Germania ha una quota del, mi pare, 27% o qualcosa del genere e si traduce fisicamente in soldoni in 190 miliardi di Euro, come vi ho spiegato prima il MES una volta ratificato, così per come è stato scritto comporta che una volta che i 17 supergovernatori determinino nuovi aumenti di capitali, ad libitum, all’infinito a seconda di quello che ritengono opportuno, gli stati devono adeguarsi e conferire le loro quote parti, la Corte Costituzionale tedesca ha stabilito che per la Germania questo non sarà possibile, la Germania è autorizzata a contribuire con i suoi 190 miliardi, ma non di più, se una contribuzione maggiore dovesse essere richiesta questa dovrà passare dal voto esplicito del Parlamento tedesco, quindi la Germania ha rivendicato il fatto che è incostituzionale firmare un assegno in bianco dove si autorizza con cambiali illimitate e infinite il prelievo dai nostri conti correnti di una qualunque somma di denaro a piacere e ci voleva la Corte Costituzionale tedesca per stabilire questo principio che non mi sembra un principio così da poco, perché il MES basava la sua potenza di fuoco proprio sul fatto che poteva, come un usuraio, un aguzzino qualsiasi richiedere fonti illimitatamente agli stati membri e questo garantiva agli speculatori che avrebbero potuto fare dei guadagni e dei ricavi all’infinito garantiti, garantiti dallo Stato che poi vengono a dire che Keynes non va bene, ma questa è la stessa cosa, si stampa moneta anziché darla ai popoli li diamo agli speculatori per i loro accumuli e i loro interessi privati.
Ma la Corte costituzionale tedesca ha sancito un principio che se vogliamo è ancora superiore e più importante a quello che vi ho appena detto, ovvero che in una democrazia la trasparenza è il principio più importante e che quindi la parte del trattato del MES che riguarda l’opacità totale di tutte le operazioni organizzative interne, di raccolta fondi, di deposito, di concessione, prestiti, tutte le organizzazioni finanziarie interne al MES che secondo il trattato deve avvenire in maniera assolutamente inviolabile, questo è incostituzionale, tutte le operazioni del MES devono avvenire a cielo aperto, tra l’altro in un momento in cui si discute per la BCE dell’opportunità di pubblicare tutte le minute delle riunioni dell’assemblea del Consiglio, per la Fed e per la Bank of England è un’operazione di ordinaria amministrazione perché non dimentichiamoci mai che queste istituzioni dai nomi altisonanti in ultima analisi anche se non sono direttamente elette dai cittadini, in qualche maniera rappresentano il popolo e devono e sono tenute a rispondere al popolo e conseguentemente è necessario che il popolo abbia gli strumenti per valutare se il loro operato è positivo, è orientato al benessere ancora una volta dei popoli oppure no e quindi la segretezza in una democrazia compiuta non è una qualità discutibile, non si può mettere in gioco, bene da noi questi principi non sono stati rivendicati da nessuno, il MES che comporta che non soltanto quel governo che aderisce non può tirarsi indietro, ma che nessun governo, neanche successivo può tirarsi indietro da questo trattato, perché questi trattati così come l’adesione all’Euro non comportano dei meccanismi di uscita, non vengono appositamente contemplati, cosa succede se noi non paghiamo una rata? E non abbiamo i soldi per pagarla? Ci invadono? Non so, per esempio questa è una domanda a cui bisognerebbe rispondere, i nostri parlamentari non lo sanno, ma non sanno neanche cos’è il Mes! Sappiate che una volta ratificato questo trattato e l’autorizzazione è già stata concessa dal Parlamento in luglio, non potremo più recedere dallo stesso, se non probabilmente con i carri armati, da noi questa cambiale in bianco di contribuzione infinita e questo problema di legittimità dovuto all’opacità con cui questi signori vorranno operare da qui all’infinito, non è stato minimamente messo in discussione, in Germania hanno fatto 37 mila ricorsi alla Corte Costituzionale tedesca e tra l’altro il Presidente della Corte Costituzionale, in apertura di conferenza stampa si è lasciato anche sfuggire che questi ricorsi erano fondati, è vero che da noi vige una normativa, una regolamentazione diversa per cui non i singoli cittadini possono fare ricorso alla Corte Costituzionale, come magari avvi1ene in Germania, da noi possono farlo però i politici, i partiti politici, bene sappiate non c’è stato un solo partito politico che nonostante una grande movimentazione di alcune persone che hanno cercato di fare del loro meglio per fare un battage e spiegare alle persone cos’era il MES e perché lo stavamo firmando, a cosa saremo andati incontro, tra questi io con il mio blog, ma vorrei citare anche ?Lidia Undiemi? che si è fatta promotrice addirittura di un volantino, non c’è stato un solo movimento politico, sappiatelo che ha accettato non dico di rifiutare la firma del MES che avrebbe potuto portare conseguenze nell’immediato, magari indesiderabili dal punto di vista politico, ma perlomeno che abbia accettato di accogliere questi ricorsi e di manifestare la volontà di cambiare alcuni punti. In Germania che è il paese dell’austerità, del rigore, nella Merkel che recentemente si è accorta, viva Dio, in una recente conferenza ha dichiarato che i mercati sono contro al popolo, va beh, meglio tardi che mai! In Germania l’approvazione di questo trattato ha dato vita a un dibattito pubblico e politico estremo anche molto intenso che ha portato a 37 mila ricorsi, da noi ha originato unicamente 5, 4, 5 righe di nuovo a pag. 7, a pag. 11 dei più importanti e referenziati quotidiani nazionali e non c’è stato uno straccio di politico che abbia sollevato una questione o abbia pensato di informare utilizzando i media di massa, certamente non delle piccole conferenze a uso e consumo degli invitati, che abbia pensato di informare sulle tragiche conseguenze dell’approvazione di un trattato che ci sottrarrà la sovranità popolare senza consentirci più in alcun modo di recuperarla! Tutto quello per cui io personalmente mi batto, guardate, non è tanto l’approvazione di questo o di quel trattato o la sua mancata approvazione, quanto l’esigenza di tornare a informare i cittadini in maniera che autonomamente possano esprimersi sulla questione del trattato e sulla questione dell’Unione Europea e guardate, non è ancora troppo tardi per informarsi, è possibile, specialmente dopo questa sentenza della Corte Costituzionale tedesca ancora fare qualcosa.
Circa un anno e mezzo fa, quando la crisi in Italia doveva ancora esplodere nella sua fase più purulenta, qualcuno in Europa decise che era ora di fornire l’Europa di un ennesimo strumento finanziario, atto a proteggere l’architettura dell’Unione Europea da una possibile crisi del debito sovrano e si pensò di sostituire il Fondo salva stati con una nuova organizzazione, un’istituzione finanziaria detta MES (meccanismo europeo di stabilità, conosciuto nel resto d’Europa come Esm), uno dice: un fondo, qualcosa a cui chiedere aiuto in caso di necessità, all’Unione Europea?
Ciò significa un programma di pesanti condizionalità e di espropri, di indebitamento ulteriore in quanto,per risolvere una questione finanziariamente compromessa, ci si compromette ulteriormente. Le pesanti condizionalità si vedono in Grecia ove il FMI, esiste un allegato da tutti consultabile, ha imposto la privatizzazione e quindi la cessione al mercato, di tutti i più grandi asset del paese, per esempio gli aeroporti, le poste, autostrade, etc...Quindi bisognerebbe chiedersi innanzitutto di che aiuto si tratti. Il MES parte con un capitale che adesso è di circa 700 miliardi di Euro e che suddivide questo capitale in quote tra i vari paesi membri che vi aderiscono, al momento i paesi membri che vi aderiscono sono quelli della zona Euro, 17 paesi tra i quali noi. La quota di contribuzione italiana è del 17,9% ed implica un esborso di 125 miliardi di Euro. Un paese colpito dalla disoccupazione, dalla carenza endemica di risorse, che non riesce a pagare i danni del terremoto in Emilia Romagna, paga la sua quota e paga il fallimento delle banche come Monte dei Paschi di Siena.E come? Semplice, si indebita ulteriormente sul mercato, come prevede il Disegno di Legge N. 3240 Comunicato alla Presidenza il 3 aprile 2012, si prendono a debito, cioè corrispondendo degli interessi.Quindi il nostro processo di salvataggio ci indebita ulteriormente. Ma come tornano indietro questi soldi? Nel caso in cui un paese membro abbia necessità di essere salvato e quindi ne faccia esplicita richiesta, dopo un’attenta valutazione che implica il coinvolgimento della Commissione europea, della BCE e del FMI, la cd. Troica, e dopo l’approvazione di un piano di condizionalità detto memorandum di intesa, si decide che i soldi possono venire prestati, si paga un’assicurazione perché poi la polizza copre la necessità di un eventuale maggiore esborso.Si paga una polizza per poter chiedere dei prestiti, a prescindere se ne ha veramente bisogno, l'Italia si indebita da subito per 125 miliardi, soltanto per avere la possibilità di poter chiedere un prestito dopo, quando e se ci viene concesso, e con interesse. Ma per far fronte ai debiti pregressi non funziona di indebitarsi ulteriormente, perché oltre pagare quelli vecchi, devo pagare quelli nuovi, semmai conviene procedere a un piano di dilazionamenti in cui si concorda una certa tempistica e nel frattempo si cerca di trovare i soldi, questa è l’unica maniera di uscire da una crisi.L’Unione Europea ha cioè posto un piano usuraio che indebita pesantemente gli stati e questo indebitamento progressivo impoverisce il privato cittadino e costringe lo Stato a cedere parti di sovranità.Il Presidente del Consiglio Monti ha sempre dichiarato che la cessione di parte della sovranità fosse non soltanto ammissibile, ma necessaria.I popoli sono pronti cioè ad affrontare cessioni di parti della sovranità, quando c’è una crisi conclamata in atto, ed il non cedere parte di sovranità avrebbe conseguenze peggiori rispetto che conferirla in un’unica entità centrale, l’Europa unita, che è l'obiettivo di Monti.La Commissione trilaterale ha come obiettivo la costruzione dell’integrazione politica ed economica europea, e sostiene che le crisi servono a questo. Dopo la crisi, comunque questa cessione non è reversibile e del resto, in un celebre discorso al Parlamento Monti ha espressamente sottolineato come la nostra Costituzione sia fondata sulla cessione della sovranità. Ora, la Costituzione dice che l’Italia può cedere parti di sovranità purché queste parti di sovranità siano cedute in maniera paritetica con gli altri stati, che partecipano a questa cessione nella stessa misura. Il MES chiede quindi cessioni di parti della sovranità, checonsistono nella firma di pesanti condizionalità, di memorandum di intesa a opera della Troica (Commissione Europea, BCE e FMI) e nel controllo stretto delle politiche economiche del paese, del Parlamento, per cui nel momento in cui si accede a questi prestiti non si è più liberi di affrontare le politiche economiche che si ritengono necessarie per il benessere dei cittadini.
Nel 1938 gli USA hanno statuito il diritto del popolo, nel momento in cui il ripianamento dei suoi debiti avesse significato un’eccessiva perdita di benessere, di vivere con dignità, e rappresentare l’infelicità estrema di un popolo, bene statuirono che il popolo aveva il diritto morale di non ripianare il debito, perché il primato spetta alla dignità di un popolo! Gli strumenti messi in campo per ottenere l'Unione Europea sono invece ricattatori, non vi è la ricerca del consenso popolare, perchè non esiste il popolo europeo.
Ma tornando al Mes, oltre ai 125 miliardi di indebitamento, oltre all’indebitamento ulteriore che accadrebbe nel caso in cui uno stato membro si trovasse nelle condizioni di dover chiedere l’aiuto, c’è un altro aspetto fortemente inquietante, ovvero come il MES è strutturato.I 17 supergovernatori sono costituiti idealmente dai Ministri delle economie di ogni singolo stato membro che aderisce, hanno dei poteri illimitati, possono cambiare il trattato a loro piacimento, a maggioranza qualificata. Se si dovesse modificare la quota parte per riadattarla alle mutate esigenze, il Consiglio dei 17 supergovernatori potrà decidere di cambiare le esigenze di capitale all’interno del fondo e quindi passare da 700 miliardi a 1400 o a 2100.Nel momento in cui il MES impone una ricapitalizzazione agli stati membri, e i 17 supergovernatori decidano di aumentarla da 700 a 1400 miliardi, noi ci troveremmo indebitati non più di 125 miliardi, ma di 250. In un progressivo indebitamento di cui si conosce l’inizio ma non la fine, e già questo dovrebbe indurci a una forte, fortissima cautela perché ci staremmo indebitando all’infinito, consegnando ad un aguzzino un libretto di assegni virtualmente infinito, tutti in bianco e firmati.
E gli assegni ordinati dal board dirigenziale del Mes dovranno essere corrisposti “irrevocabilmente” e “incondizionatamente”, non solo bisogna darli, ma darli esattamente nei tempi e nei modi in cui il MES deciderà. Il Mes li vorrà dagli stati membri, ed all’Art. 17 si dice che il MES sarà abilitato a contrarre prestiti sui mercati finanziari, da banche, istituzioni o altre persone, quindi virtualmente può farci indebitare con la Cina o con Goldman Sachs. A quel punto Goldman Sachs, la Cina e quant’altro saranno osservatori e interlocutori privilegiati nel processo di definizione del memorandum delle famose condizionalità che saranno imposte al paese che chiede i prestiti. Se le politiche monetarie di un paese sono tali da fargli chiedere un aiuto finanziario tramite questo meccanismo, quel paese si ritrova poi Goldman Sachs quale creditrice, quindi queste cessioni di sovranità non avvengono soltanto nei confronti di una unità centrale europea, ma nei confronti di istituzioni finanziarie, e persino persone, come sta scritto nell’Art. 17. Altra abnormità da notare è che tutte le operazioni del MES che, essendo un’istituzione composta dai 17 supergovernatori e cioè dai Ministri dell’economia dei vari paesi, quindi un’istituzione democratica che si rivolge al bene dei cittadini, bene la MES sarà completamente immune da qualsiasi procedimento giudiziario, nel caso in cui si scoprano irregolarità, come nel caso di operazioni internazionali che si configurano come riciclaggio quando provengono da fondi illeciti privati.Quindi immuni da responsabilità per il loro operato e le sedi, i documenti, i verbali, le minute, qualsiasi documento prodotto dal MES all’interno del MES o che abbia una relazione con il Mes, sarà completamente inviolabile, e questi governatori godranno di una totale, sostanziale impunità e della totale inviolabilità dei loro documenti. Ed infiine, il MES avrà sede nei paesi in un luogo che sarà in tutto e per tutto simile a un’ambasciata perché non sarà soggetto a nessun tipo di autorizzazione, nessuna autorità, forze dell’ ordine o autorità giudiziarie, nessuno potrà entrare in queste "premises", non potranno essere soggette a perquisizione, non potranno essere soggetti a qualsiasi altro tipo di regolamentazione necessaria sui vari territori, non dovranno pagare le tasse, sono come uno Stato nello stato.Avranno un Collegio di revisori esterni (Art. 29), i conti del MES sono oggetto di revisione da parte di revisori esterni, indipendenti, dei quali poi aggiungono: approvati dal Consiglio dei governatori.Il Fondo Salva stati è servito sino ad ora a salvare le banche, dopo una riunione dell’Ecofin la scorsa primavera, la riunione dei Ministri dell’economia, si è discusso sull’opportunità di salvare le banche che non soltanto sono state ricapitalizzate con i mille miliardi dell’operazione definita dalla BCE, che potevano restituire comodamente all’1% , e con i quali hanno acquistato titoli di Stato.Titoli di Stato che all’epoca in Italia avevano rendimenti, con lo spread alto, elevatissimi, certamente non dell’1%, ma del 5/6/7%. Le banche hanno acquistato titoli a 3 anni per salvare l’Italia, ma hanno comprato i soldi all’1% dalla BCE ed acquistato titoli di Stato non all’1%, cercando quindi di far fallire l'Italia.La realtà è che dovevano ricapitalizzarsi dopo le decisioni assunte dell’Eba , la European banking authority e cioè l’autorità centrale bancaria europea con sede a Londra che, all’epoca dei famosi risolini tra la Merkel e Sarcozy, aveva deciso che le banche valevano tanto quanto valevano i loro titoli di Stato sul valore che avevano sul mercato secondario in quel preciso momento. E siccome in quel momento i titoli dei paesi del sud Europa: Spagna, Italia, Grecia avevano un tasso di interesse elevatissimo sul mercato secondario e quindi valevano di meno, era evidente che le banche spagnole o italiane, che avevano prevalentemente in pancia i propri titoli del proprio Stato, avevano improvvisamente un ammanco di bilancio enorme perché valevano improvvisamente di meno. E ciò anche se quei titoli fossero stati rimborsati al valore prestabilito di quando erano stati acquistati, in quanto la decisione della Eba voleva che le banche dei paesi indebitati, quindi anche quelle italiane, per dessero valore ed avessero bisogno di ricapitalizzarsi. Voleva una crisi bancaria, figlia della crisi delle banche d’America, trasferita in Europa per continuare ad essere una crisi bancaria pagata dai cittadini.La BCE concede mille miliardi al tasso privilegiato dell’1 %, da restituire in tre anni e impone di comprare titoli di Stato, che in quel momento hanno un tasso di interesse elevatissimo, per ricapitalizzare le banche.E questo denaro illecitamente ricevuto lo pagano i contribuenti, perché la BCE se lo riprenderà dietro ma gli interessi li pagheranno gli italiani.Mario Draghi, il vile affarista di cui parlava Cossiga, ora vuole aiutare gli stati comprando i titoli di Stato sul mercato secondario, solo quelli fino a 3 anni. Perchè se non aiutano lo spread, se la differenza dei rendimenti tra i titoli italiani e i titoli equivalenti tedeschi è su quelli decennali?
Il vile dice: influiranno un po’ a cascata sui rendimenti dei titoli decennali. Ma i titoli a 3 anni erano proprio quelli che in gran parte le banche avevano acquistato con i famosi miliardi presi all’1% dalla BCE, per cui le banche hanno preso i soldi dalla BCE e comprato i titoli di stato italiani, che noi dovremo ripagare con le nostre tasse, e non dovranno aspettare 3 anni per pagarli, Draghi lo fa immediatamente facendo questa operazione su un mercato secondario e così ricapitalizzando ulteriormente le banche. Per cui il MES avrà essenzialmente finalità di salvataggio delle banche, degli istituti finanziari ed i soldi per salvare le banche e gli istituti finanziari li deve mettere Pantalone, cioè noi perché il MES lo paghiamo noi con i 125 miliardi iniziali ed una quota di indebitamento progressiva.
Mario Draghi, in una conferenza stampa tenutasi alla BCE intorno al 6 giugno di quest’anno, ad una giornalista che gli chiede circa questa ipotesi di utilizzare il MES per pagare la crisi delle banche, lui risponde che l'operazione consente la ricapitalizzazione delle banche senza aumentare il debito degli stati, come se il debito degli stati non riguardasse le quote che il MES utilizza per salvare le banche! E la cosa ancor più buffa è che abbiamo visto come il MES in sostanza significhi “cessione di sovranità” perché nel momento in cui tu lo utilizzi devi sottostare a delle condizionalità ed al controllo in Parlamento delle politiche economiche perché sia rispettoso delle condizionalità.E' ovvio che la sovranità per definizione è proprio quella di decidere autonomamente, soprattutto in Parlamento le leggi, quelle poi in materia economica sono le più importanti, è ovvio che lo stato questa sovranità la perde.
E siccome lo stesso principio è stato proposto anche per il salvataggio delle banche, quando si è detto di usare il MES per salvare le banche, ci si è chiesti quali sono le condizionalità per le banche? Certo non è possibile entrare nei consigli di amministrazione e decidere le politiche che le banche devono fare, ma si può avere delle quote, diventare azionisti di quelle banche, una specie di semieuropeizzazione.Per il vile ora la questione è se il MES diventi azionista delle banche che ricapitalizza o meno. E specifica: "abbiamo disegnato il trattato con l’obiettivo di diventare un’azionista delle banche dell’Unione Europea?" Quindi per Draghi il MES, che avrebbe nei confronti delle banche la stessa finalità che ha nei confronti degli Stati, quella del salvataggio, se chiede in cambio del salvataggio una quota delle azioni di quello Stato sotto forma di cessione di sovranità, compie un atto legittimo, se però chiede delle azioni delle banche che intende salvare, allora ci impone una pesante riflessione collettiva. E' davvero quello che vogliamo? Ora, per i cittadini è un bene che il MES possa aiutarci acquisendo quote della nostra sovranità? Se, come dovremmo, rispondiamo no, allora tu italiano sei un antieueuropeista, sei un euroscettico, vuoi pilotare questa nazione sugli scogli della crisi, sei un populista e nel silenzio generale degli intellettuali, dei giornalisti, degli opinionisti, dei media l’Italia si avvia così verso l’approvazione del MES seguendo il Disegno di Legge di Mario Monti.In altri paesi il dibattito comincia a esplodere, perché se ne accorgono tutti dello scandalo, ed a maggio arriva una lettera di alcune personalità austriache, professioni e docenti a tutte le istituzioni di Vienna, che sostanzialmente dice “in qualità di cittadini responsabili i sottoscritti hanno letto la bozza del MES con la necessaria diligenza e accuratezza, siamo pervenuti alla conclusione che questa bozza non deve essere accettata, coloro che la firmeranno, devono essere giudicati avendo agito con dolo eventuale se le prevedibili conseguenze si manifestano, non solo l’accordo contraddice le più elementari convenzioni dell’Unione Europea, che costituiscono le basi per l’ingresso e per la permanenza dell’Europa unita in qualità di membri, ma viola anche la costituzione federale austriaca, poiché trasferisce le prerogative del diritto di ogni democrazia, per esempio la sovranità finanziaria a un’istituzione al di fuori del suo controllo, se questo trattato sarà ratificato, tutti gli stati membri dell’Unione Europea saranno diretti da un’oligarchia finanziaria anonima, priva di legittimazione democratica, per dirla con schiettezza è una delega a instaurare una schiavitù anonima e finanziaria sotto al pretesto della solidarietà, in particolare l’impegno a obbligarsi in favore del settore finanziario, sovraccaricherà le capacità delle economie nazionali e la disponibilità dei cittadini a subire ulteriori sacrifici finanziari. L’obbligazione incondizionata e irrevocabile al pagamento iniziale e a quelli aggiuntivi, testimoniano di questa riduzione in catene a favore dei grandi possessori di capitali, attraverso l’obbligazione a agire in accordo con il FMI si stabilisce l’influenza indiretta degli USA, ovvero la compartecipazione decisionale di quelli che hanno prodotto e che ancora mettono in scena la crisi finanziaria. I privilegi e le immunità richieste assicurano agli attori che spendano i europei con illimitate tasse di solidarietà, illimitate, possono formare un superstato che di fatto non può essere controllato, citato e perseguito legalmente.
L’Art. 17 regola le operazioni di prestito del Mes, avendo il MES diritto di fare ricorso contro tutti gli stati membri, ecco che diventano possibili orge debitorie senza alcun controllo parlamentare e per gli attori dei mercati di capitali, grossi profitti sui crediti, senza che questo comporti per loro alcun rischio! Noi riteniamo che se per qualsiasi motivo i governi volessero aumentare la massa monetaria, dovrebbero invece affidare la creazione della moneta direttamente alla BCE, piuttosto che ottenerla attraverso una doppia intermediazione creditizia a costi più elevati. Sentite qua: l’indifferenza rispetto alle preoccupazioni e ai problemi dei cittadini e la tesa inflizione dell’Austerity minacciano di portare a una resistenza pubblica, all’abbattimento dei governi e perfino a guerre civili. Quando i cittadini si sveglieranno e si renderanno conto che grossi attori finanziari che chiedono sempre maggiori sacrifici economici a tutti gli altri, non corrispondono di contro a un’adeguata contribuzione, si ribelleranno, ci permettiamo di aggiungere che abbiamo avvisato tutti i politici per tempo, ma siamo stati liquidati come profeti di sventura e altre cose che vi invito a leggere. Così in attesa di ratificare il Mes, la prima cosa che si fa è quella di approvare il pareggio di bilancio, la regola del pareggio di bilancioda introdurre in Costituzione. Per introdurre delle modifiche alla Costituzione è necessario innanzitutto un ampio dibattito politico – nazionale, non si modifica con leggerezza la Costituzione.Lo fa notare da noi un professore dell’università di Genova, di filosofia del diritto che si chiama Paolo Becchi, che scrive “con ultima e definitiva deliberazione del 17 aprile 2012 il Parlamento ha infatti modificato gli articoli 81, 97, 117, 119 della Costituzione, introducendo il principio del pareggio di bilancio nella Carta Costituzionale italiana. La raggiunta maggioranza di 2/3 ha peraltro escluso la possibilità di procedere al referendum di revisione costituzionale, previsto e disciplinato dall’Art. 138: non è la prima volta che la Costituzione subisce modifiche senza il ricorso allo strumento referendario, per semplice “colpo” della maggioranza, nel caso in questione hanno votato a favore il Pdl, PD e terzo polo, nonché personalmente il Senatore Monti, è però la prima volta che alcuni articoli della Costituzione vengono cambiati in un’atmosfera tanto silenziosa, senza alcun coinvolgimento dell’opinione pubblica e senza una reale discussione politica.
Qualcosa che non preoccupa nessuno, Becchi conclude molto ironicamente così “in un romanzo di Brecht, alla fine il capo dei gangster comanda ai suoi seguaci “mi raccomando il lavoro deve essere legale”. Che tragica fine ha fatto la legalità, finisce come parola d’ordine di un gangster, questo per sottolineare che tutto quello che è avvenuto dall’insegnamento del governo Monti fino a oggi è avvenuto in maniera legale!
Tra legale e legittimo c’è una differenza che deve essere colmata e di solito si colma con il dibattito e con l’informazione. E che l’informazione latiti ce ne si accorge facilmente anche dopo l’approvazione del Fiscal compact che segue alla modifica costituzionale per il pareggio di bilancio, il Fiscal compact obbliga i paesi a raggiungere in 20 anni un rapporto debito/Pil del 60%. Ora siccome in Italia il rapporto debito – Pil si aggira intorno al 120%, questo significa che in 20 anni dobbiamo risparmiare, non avere un deficit del 3% annuo, il che significa imporre qualcosa come 50 miliardi di Euro all’anno di tasse e tagli per 20 anni. In un paese già martoriato dalla crisi e privo di crescita una situazione come quella imposta dal Fiscal compact è una situazione di una gravità incredibile che si presuppone dovrebbe occupare le prime pagine dei giornali.Perciò mi sono permesso, all’indomani dell’approvazione del fiscal compact, di andare a vedere queste pagine dei giornali di cosa si occupassero e prima di trovare la notizia relativa all’approvazione del Fiscal Compact e del MES dovevo arrivare a pag. 7 e non soltanto a pag. 7, ma in un piccolo trafiletto in fondo a pag. 7 e scrivo così sul mio blog 5 righe e mezzo, sembra incredibile ma tanto ha dedicato Il Corriere della Sera nell’edizione di oggi all’approvazione del Fiscal Compact e del Mes, 5 righe e mezzo all’interno di un articoletto di fondo a pag. 7, riuscendo perfino a non nominarli né nel titolo che era “sì alle regole di bilancio UE e al fondo salva stati, assalto alla spending review” né tanto meno nel sottotitolo dove addirittura i due trattati vengono relegati allo stesso rango di migliaia di altri interventi, perché il sottotitolo era “al Senato 1800 emendamenti al taglia spese” e così arriviamo al 12 settembre.
Perché il 12 settembre? Perché non tutti i popoli dei paesi che hanno aderito al MES sono coglioni come noi, abbiamo già visto che alcune eminenti personalità austriache hanno indirizzato delle lettere, ma questa volta tocca ai tedeschi addirittura opporsi a questo trattato inoltrando qualcosa come 37 mila ricorsi alla Corte Costituzionale tedesca di Karlsruhe che doveva esprimersi sulla costituzionalità o meno del Mes, la sentenza sarebbe dovuta arrivare il 12 settembre e così è successo.
La sentenza aveva una certa rilevanza perché nel caso in cui la Corte Costituzionale avesse dichiarato che il MES non era costituzionale, ovviamente il trattato sarebbe decaduto e decadendo il trattato, gli speculatori si sarebbero molto agitati sui mercati, sapendo di non poter più contare su un indebitamento progressivo e garantivo degli stati membri e così gli spread sarebbero saliti e così i mercati perché oggi i mercati decidono, avrebbero determinato la disgregazione dell’Unione Europea e questo non poteva essere concesso. Così questa sentenza è diventata un po’ uno spartiacque, il 12 settembre questa sentenza della Corte Costituzionale è arrivata e i maggiori quotidiani nazionali si sono affrettati a dire che la Corte Costituzionale tedesca aveva dato il via libera al MES e quindi che avremmo avuto finalmente il nostro fondo salva stati che nessuno si azzarda mai a chiamare con il suo secondo e forse vero nome, cioè fondo salva banche, peccato però che quella della Corte Costituzionale tedesca non sia esattamente una sentenza che dà il via libera, ma una sentenza che riporta pesantemente nell’alveo del solco costituzionale, una sentenza che limita, il MES perché? Vi ricordate che noi abbiamo il 17,9% che per noi questo rappresenta una quota capitale all’interno del MES di 125 miliardi, bene allo stesso modo la Germania ha una quota del, mi pare, 27% o qualcosa del genere e si traduce fisicamente in soldoni in 190 miliardi di Euro, come vi ho spiegato prima il MES una volta ratificato, così per come è stato scritto comporta che una volta che i 17 supergovernatori determinino nuovi aumenti di capitali, ad libitum, all’infinito a seconda di quello che ritengono opportuno, gli stati devono adeguarsi e conferire le loro quote parti, la Corte Costituzionale tedesca ha stabilito che per la Germania questo non sarà possibile, la Germania è autorizzata a contribuire con i suoi 190 miliardi, ma non di più, se una contribuzione maggiore dovesse essere richiesta questa dovrà passare dal voto esplicito del Parlamento tedesco, quindi la Germania ha rivendicato il fatto che è incostituzionale firmare un assegno in bianco dove si autorizza con cambiali illimitate e infinite il prelievo dai nostri conti correnti di una qualunque somma di denaro a piacere e ci voleva la Corte Costituzionale tedesca per stabilire questo principio che non mi sembra un principio così da poco, perché il MES basava la sua potenza di fuoco proprio sul fatto che poteva, come un usuraio, un aguzzino qualsiasi richiedere fonti illimitatamente agli stati membri e questo garantiva agli speculatori che avrebbero potuto fare dei guadagni e dei ricavi all’infinito garantiti, garantiti dallo Stato che poi vengono a dire che Keynes non va bene, ma questa è la stessa cosa, si stampa moneta anziché darla ai popoli li diamo agli speculatori per i loro accumuli e i loro interessi privati.
Ma la Corte costituzionale tedesca ha sancito un principio che se vogliamo è ancora superiore e più importante a quello che vi ho appena detto, ovvero che in una democrazia la trasparenza è il principio più importante e che quindi la parte del trattato del MES che riguarda l’opacità totale di tutte le operazioni organizzative interne, di raccolta fondi, di deposito, di concessione, prestiti, tutte le organizzazioni finanziarie interne al MES che secondo il trattato deve avvenire in maniera assolutamente inviolabile, questo è incostituzionale, tutte le operazioni del MES devono avvenire a cielo aperto, tra l’altro in un momento in cui si discute per la BCE dell’opportunità di pubblicare tutte le minute delle riunioni dell’assemblea del Consiglio, per la Fed e per la Bank of England è un’operazione di ordinaria amministrazione perché non dimentichiamoci mai che queste istituzioni dai nomi altisonanti in ultima analisi anche se non sono direttamente elette dai cittadini, in qualche maniera rappresentano il popolo e devono e sono tenute a rispondere al popolo e conseguentemente è necessario che il popolo abbia gli strumenti per valutare se il loro operato è positivo, è orientato al benessere ancora una volta dei popoli oppure no e quindi la segretezza in una democrazia compiuta non è una qualità discutibile, non si può mettere in gioco, bene da noi questi principi non sono stati rivendicati da nessuno, il MES che comporta che non soltanto quel governo che aderisce non può tirarsi indietro, ma che nessun governo, neanche successivo può tirarsi indietro da questo trattato, perché questi trattati così come l’adesione all’Euro non comportano dei meccanismi di uscita, non vengono appositamente contemplati, cosa succede se noi non paghiamo una rata? E non abbiamo i soldi per pagarla? Ci invadono? Non so, per esempio questa è una domanda a cui bisognerebbe rispondere, i nostri parlamentari non lo sanno, ma non sanno neanche cos’è il Mes! Sappiate che una volta ratificato questo trattato e l’autorizzazione è già stata concessa dal Parlamento in luglio, non potremo più recedere dallo stesso, se non probabilmente con i carri armati, da noi questa cambiale in bianco di contribuzione infinita e questo problema di legittimità dovuto all’opacità con cui questi signori vorranno operare da qui all’infinito, non è stato minimamente messo in discussione, in Germania hanno fatto 37 mila ricorsi alla Corte Costituzionale tedesca e tra l’altro il Presidente della Corte Costituzionale, in apertura di conferenza stampa si è lasciato anche sfuggire che questi ricorsi erano fondati, è vero che da noi vige una normativa, una regolamentazione diversa per cui non i singoli cittadini possono fare ricorso alla Corte Costituzionale, come magari avvi1ene in Germania, da noi possono farlo però i politici, i partiti politici, bene sappiate non c’è stato un solo partito politico che nonostante una grande movimentazione di alcune persone che hanno cercato di fare del loro meglio per fare un battage e spiegare alle persone cos’era il MES e perché lo stavamo firmando, a cosa saremo andati incontro, tra questi io con il mio blog, ma vorrei citare anche ?Lidia Undiemi? che si è fatta promotrice addirittura di un volantino, non c’è stato un solo movimento politico, sappiatelo che ha accettato non dico di rifiutare la firma del MES che avrebbe potuto portare conseguenze nell’immediato, magari indesiderabili dal punto di vista politico, ma perlomeno che abbia accettato di accogliere questi ricorsi e di manifestare la volontà di cambiare alcuni punti. In Germania che è il paese dell’austerità, del rigore, nella Merkel che recentemente si è accorta, viva Dio, in una recente conferenza ha dichiarato che i mercati sono contro al popolo, va beh, meglio tardi che mai! In Germania l’approvazione di questo trattato ha dato vita a un dibattito pubblico e politico estremo anche molto intenso che ha portato a 37 mila ricorsi, da noi ha originato unicamente 5, 4, 5 righe di nuovo a pag. 7, a pag. 11 dei più importanti e referenziati quotidiani nazionali e non c’è stato uno straccio di politico che abbia sollevato una questione o abbia pensato di informare utilizzando i media di massa, certamente non delle piccole conferenze a uso e consumo degli invitati, che abbia pensato di informare sulle tragiche conseguenze dell’approvazione di un trattato che ci sottrarrà la sovranità popolare senza consentirci più in alcun modo di recuperarla! Tutto quello per cui io personalmente mi batto, guardate, non è tanto l’approvazione di questo o di quel trattato o la sua mancata approvazione, quanto l’esigenza di tornare a informare i cittadini in maniera che autonomamente possano esprimersi sulla questione del trattato e sulla questione dell’Unione Europea e guardate, non è ancora troppo tardi per informarsi, è possibile, specialmente dopo questa sentenza della Corte Costituzionale tedesca ancora fare qualcosa.
Cosa pensa Guarino del Fiscal Compact
Da "pubblico"
Cominciamo a dire che il Trattato sulla stabilità è in realtà, giuridicamente un accordo di diritto internazionale tra stati. Quindi non ha per l’Unione europea forza di diritto costituzionale pari a quella dei precedenti trattati. Questa soluzione è stata usata come uno stratagemma per aggirare il fatto che non avevano la possibilità di riformare il Trattato dell’Unione europea, per l’opposizione della Gran Bretagna e della Bulgaria.
Ora, la vera sostanza del trattato sulla stabilità è nell’articolo 3 nel comma a), dove dice: la posizione delle pubbliche amministrazioni è in pareggio o in avanzo.
Però, prendiamo adesso l’articolo 2 del trattato sulla stabilità. Dice: il presente trattato si applica conformemente ai trattati su cui si fonda l’Unione e il diritto dell’Unione europea. La stessa cosa la ribadisce pure nel comma successivo, che dice: il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati e il diritto europeo. Caso forse unico: lo stesso concetto è ripetuto due volte.
No. Il Trattato sull’Unione sarebbe il Trattato di Lisbona, del 2009, che recepisce letteralmente il Trattato di Maastricht. Cosa dice rispetto alle politiche di bilancio? Fissa i famosi parametri del 3% nei deficit di bilancio e del 60% nel debito pubblico. Quindi fissare un obbligo di pareggio o attivo in bilancio, che vuol dire deficit zero, è contrario alle disposizioni e al dettato del Trattato dell ’Unione.
Quindi non si applica: ex ore tuo, come diciamo noi giuristi, cioè in base a ciò che il trattato sulla stabilità stesso dice, quando dice che si applica solo in quanto conforme ai Trattati dell’Unione.
Questo è già sufficiente per buttarlo in un cestino. Altro che recepimento in Costituzione! Ma c’è pure un altro pasticcio.
Riguarda il diritto europeo, l’altra fonte di diritto nominata nel Trattato di stabilità. Si riferisce ai regolamenti europei che sarebbero l’equivalente delle leggi ordinarie, che hanno comunque forza giuridica inferiore ai trattati. Bene, comunque, anche a questo riguardo c’è un’evidente incompatibilità.
L’ultimo atto legislativo esistente e a cui fa riferimento lo stesso Trattato di stabilità è il regolamento 1175 del 16 novembre 2011. Ora guardi il comma 8 della premessa. Dice: vista l’esperienza acquisita e gli errori commessi nei primi dieci anni. A cosa si riferisce?
Questo regolamento sostituisce un regolamento anteriore, quello del 1466 del 1997. Lì, un’altra volta surrettiziamente – illegittimamente si potrebbe dire, perché in violazione con il Trattato – si era introdotta la stessa prescrizione sul bilancio in pareggio o in attivo. Fu una forzatura che si impose allora ai paesi in difficoltà con il rispetto dei parametri, che erano in attesa dello scrutinio per l’ingresso nell’euro, in programma per il giugno del 1998. Però cosa succede con il regolamento del 2011?
Che visti gli errori, come dice quella premessa –che va tradotto come: visti i problemi di stagnazione che stava producendo – quel riferimento al pareggio e all’attivo di bilancio vennero eliminati.
Dunque, ancora una volta, quel pareggio di bilancio è incompatibile, anche con il diritto europeo in vigore. Una seconda ragione per cestinarlo.
Quello che so è che quando mi sono messo a cercare di capire, mi sono messo le mani nei capelli. Io qui ci vedo trucchi, imbrogli, arbitri e illegalità commesse incredibili.
Cominciamo a dire che il Trattato sulla stabilità è in realtà, giuridicamente un accordo di diritto internazionale tra stati. Quindi non ha per l’Unione europea forza di diritto costituzionale pari a quella dei precedenti trattati. Questa soluzione è stata usata come uno stratagemma per aggirare il fatto che non avevano la possibilità di riformare il Trattato dell’Unione europea, per l’opposizione della Gran Bretagna e della Bulgaria.
Ora, la vera sostanza del trattato sulla stabilità è nell’articolo 3 nel comma a), dove dice: la posizione delle pubbliche amministrazioni è in pareggio o in avanzo.
Però, prendiamo adesso l’articolo 2 del trattato sulla stabilità. Dice: il presente trattato si applica conformemente ai trattati su cui si fonda l’Unione e il diritto dell’Unione europea. La stessa cosa la ribadisce pure nel comma successivo, che dice: il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati e il diritto europeo. Caso forse unico: lo stesso concetto è ripetuto due volte.
No. Il Trattato sull’Unione sarebbe il Trattato di Lisbona, del 2009, che recepisce letteralmente il Trattato di Maastricht. Cosa dice rispetto alle politiche di bilancio? Fissa i famosi parametri del 3% nei deficit di bilancio e del 60% nel debito pubblico. Quindi fissare un obbligo di pareggio o attivo in bilancio, che vuol dire deficit zero, è contrario alle disposizioni e al dettato del Trattato dell ’Unione.
Quindi non si applica: ex ore tuo, come diciamo noi giuristi, cioè in base a ciò che il trattato sulla stabilità stesso dice, quando dice che si applica solo in quanto conforme ai Trattati dell’Unione.
Questo è già sufficiente per buttarlo in un cestino. Altro che recepimento in Costituzione! Ma c’è pure un altro pasticcio.
Riguarda il diritto europeo, l’altra fonte di diritto nominata nel Trattato di stabilità. Si riferisce ai regolamenti europei che sarebbero l’equivalente delle leggi ordinarie, che hanno comunque forza giuridica inferiore ai trattati. Bene, comunque, anche a questo riguardo c’è un’evidente incompatibilità.
L’ultimo atto legislativo esistente e a cui fa riferimento lo stesso Trattato di stabilità è il regolamento 1175 del 16 novembre 2011. Ora guardi il comma 8 della premessa. Dice: vista l’esperienza acquisita e gli errori commessi nei primi dieci anni. A cosa si riferisce?
Questo regolamento sostituisce un regolamento anteriore, quello del 1466 del 1997. Lì, un’altra volta surrettiziamente – illegittimamente si potrebbe dire, perché in violazione con il Trattato – si era introdotta la stessa prescrizione sul bilancio in pareggio o in attivo. Fu una forzatura che si impose allora ai paesi in difficoltà con il rispetto dei parametri, che erano in attesa dello scrutinio per l’ingresso nell’euro, in programma per il giugno del 1998. Però cosa succede con il regolamento del 2011?
Che visti gli errori, come dice quella premessa –che va tradotto come: visti i problemi di stagnazione che stava producendo – quel riferimento al pareggio e all’attivo di bilancio vennero eliminati.
Dunque, ancora una volta, quel pareggio di bilancio è incompatibile, anche con il diritto europeo in vigore. Una seconda ragione per cestinarlo.
Quello che so è che quando mi sono messo a cercare di capire, mi sono messo le mani nei capelli. Io qui ci vedo trucchi, imbrogli, arbitri e illegalità commesse incredibili.
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