di Sergio Di Cori Modigliani
Sui media, le parole usate, le parole da usare e il "salto di qualità".
L'uomo la cui immagine vedete riprodotta in bacheca NON e' un cretino.
L'uomo la cui immagine vedete riprodotta in bacheca NON considera affatto un malloppo
i soldi dei contribuenti fiscali che ogni anno arrivano al contabile
del giornale da lui diretto, senza i quali, è molto probabile, il
quotidiano sarebbe costretto a chiudere perchè è un giornale che nessuno
acquista, quindi non vende, non produce profitto, non crea lavoro nè
occupazione e viene letto (per lo più gratis) soltanto dagli addetti ai
lavori del ristretto club della cupola mediatica.
Quei soldi non vengono definiti un malloppo, bensì un dovere istituzionale.
Fine della premessa.
Veniamo ai fatti.
Ieri, una personalità politica del PD molto nota, Livia Turco, solida
presenza nel mondo della sinistra italiana, ex Ministro della Sanità,
quindi responsabile anche lei dello stato della sanità italiana in
quanto alla guida di quel dicastero per una legislatura, non più
parlamentare perchè vittima della mini rottamazione renziana chiesta a
furor di popolo piddino nel dicembre del 2012, ebbene, questa signora ha
dichiarato durante una trasmissione televisiva che quelli del M5s sono
dei cretini.
Senza alcuna contestazione di rilievo, nè durante, nè dopo, sullo stesso medium.
Quindi, siamo 8.850.000 cretini.
Questa mattina, invece, affrontando nella camera dei deputati il
dibattito relativo alla legge per abolire definitivamente il
finanziamento pubblico ai partiti, un eletto nelle fila del M5s ha
sottolineato la "truffaldina" modalità attraverso la quale il PD PDL
Lista Monti Lega Nord Sel Fratelli d'Italia Udc Api Fli Psi Ds AN Msi
Psdi Pri Radicali DC Idv Rifondazione Comunisti Italiani Autonomie
-tutti questi hanno percepito fino a poco tempo fa e ancora percepiscono
la loro quota parte anche se estinti- si sono artatamente impossessati
di danaro pubblico aggirando la Legge. Nel 1993, infatti, un referendum
popolare aveva abolito il finanziamento.
Nel perorare la sua causa, ha portato in aula la sua indignazione e
protesta a nome della cittadinanza, definendo i deputati "ladri" e tale
appropriazione indebita "il malloppo".
La presidenta della Camera "di turno", lo ha fortemente redarguito,
sostenendo che alla Camera è necessario usare un linguaggio consono alle
Istituzioni
E come vanno seguite e rispettate le Istituzioni?
Livia Turco può insultare pubblicamente quasi 9 milioni di persone e farla franca.
Il termine "cretino", in Italia, è considerato penalmente un insulto, quindi perseguibile legalmente.
Non così in Francia, dove è stato coniato il termine.
La parola "cretino" viene dal francese aulico, cretien, usata per
la prima volta dai Galli intorno al I secolo d.C. ,per indicare i
seguaci di una nuova religione monoteista, per l'appunto il
cristianesimo. I cretien erano coloro che si consideravano disposti a
farsi mangiare dai leoni al Colosseo piuttosto che essere servi passivi
dell'impero romano. E ai Galli, questi cretien, piacevano molto, davvero
molto, tanto è vero che li proteggevano, li nascondevano, li
sostenevano. Il termine rimase come identificazione di purezza e
nobiltà, sacrificio e fedeltà, credenza e misticismo fino alla fine
dell'anno mille. Lì, cambiò radicalmente, perchè si tinse di un sapore
diverso, nato dalla fantasia popolare. Il cretien divenne il povero
disgraziato che, pur di mangiare e bere raggranellando qualche moneta,
era disposto ad andare a farsi scannare in Terra Santa al servizio di un
ricco signore nobile per la sua crociata, l'unico che ci avrebbe
guadagnato. In duecento anni, da poveri disgraziati disperati (non più
mistici puri) si trasformarono, cinicamente, in folli masochisti
suicidi. Già a metà del '200 il termine diventa ambiguo, in bilico. Lo
stesso Dante è incerto sul suo uso appropriato. Sarà Pietro Bembo che lo
promuove come insulto, qualche secolo dopo. Da allora si tinge di un
sapore sempre più denso, nero, aggressivo, contundente.
Da 600 anni, nella lingua italiana, il termine "cretino" equivale al più
feroce insulto che si possa usare, giustamente perseguibile penalmente.
Da circa 150 anni è entrato anche nella letteratura medica che ha
individuato nel "cretinismo" una forma specifica di patologia
neurologica che identifica una certa disabilità intellettiva,
caratterizzata dalla scarsa o quasi nulla facoltà di comprendonio.
Ma non è consentito usare il termine "malloppo", il solo uso di questo termine impone la chiusura della Camera.
Dice la Treccani:
"Con il termine malloppo si intende un involto, fagotto piuttosto voluminoso; nel linguaggio gergale, refurtiva: nascondere il m., dover restituire il m.; per estensione, gruzzolo di denari, patrimonio ereditario".
Quindi,
in italiano, "malloppo" equivale anche a "patrimonio ereditario", come
nel caso del finanziamento pubblico ai partiti, considerato un diritto
acquisito di appartenenza ad affiliazione anche se estinta.
Può essere sostenuto, anche legalmente, in maniera forte e convincente.
Non così nel caso di "cretini".
Per evitare di farsi carico, anche in maniera inconscia, di un aggravio di avvilimento e di depressione indotta, consiglio ai
lettori di questo blog, nel caso abbiano votato per il M5s e/o siano
iscritti al M5s e per questo si sentono cretini, come sostiene Livia
Turco, di
fare riferimento alla nostra bella lingua e alla tradizione etimologica
e identificarsi quindi con i seguaci di Gesù Cristo nel I secolo d.C.
A me, ha dato un grande agio.
Ieri
notte sono andato a letto avvilito, non mi piace essere insultato in
diretta televisiva e neanche in differita, dato che ho saputo
dell'accaduto perchè riproposto da una rete Rai, senza alcun commento di
disapprovazione.
Poi,
mi sono ripreso pensando che, in effetti, è molto probabile, per non
dire quasi certo, conoscendomi, che 2000 anni fa avrei scelto di farmi
sbranare da un leone al Colosseo piuttosto che fare il servo.
Mi sono addormentato orgoglioso di essere un cretien.
Mi sono addormentato vergognandomi di essere italiano.
L'uomo la cui immagine vedete riprodotta in bacheca NON è un cretino.
E' un furbo.
L'uso di questo termine non è ancora un reato.
Purtroppo.
Avremo
cambiato l'Italia quando quel termine sarà perseguibile perchè
considerato un insulto anche in termini legali, o almeno qualcosa di cui
vergognarsi.
Sta a noi fare in modo che si verifichi quanto prima possibile.
Dura Lex sed Lex, cara Livia Turco, o mi sbaglio?
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