mercoledì 27 febbraio 2008

LA SQUADRA DI GOVERNO (1)

Il prossimo premier Veltroni ha anticipato alla stampa la composizione del nuovo governo, fatto di professionalità e composto da autorità aventi specifica competenza nelle materie loro assegnate. Si tratta di una svolta epocale che dà il senso del nuovo corso dato dal segretario del PD alla politica italiana, della novità vera di questa campagna elettorale.
Ecco i nomi:
Rosa Russo Iervolino, ministro degli Interni
Enzo Bianco, ministro degli Esteri
Umberto Veronesi, ministro della Salute
Pietro Ichino, ministro del Lavoro
Emma Bonino, ministro per le Politiche Comunitarie
Matteo Colaninno, ministro dell’Industria
Silvana Mura, ministro della Giustizia
Cesare Geronzi, ministro dell’Economia
Vasco Errani, ministro del lavoro
Giovanni Consorte, ministro per lo sviluppo economico
Mario Adinolfi, ministro dei trasporti
Piergiorgio Romiti, ministro per le Infrastrutture
Piero Marrazzo, ministro per l'università e la ricerca scientifica
Anna Maria Carloni Bassolino, ministro per gli affari regionali
Gianni Riotta, ministro per le comunicazioni
Questi nomi "pesanti" sono destinati a sbaragliare l'armata di Berlusconi, ed infatti nel PDL, subito dopo l'annuncio è calata un'aria di sconforto che prelude ad un esito infausto delle prossime elezioni.

lunedì 25 febbraio 2008

IMMOBILIARE ANTOCRI


La “Voce della Campania” ha reso noto un fatto pubblico. Un’indagine avviata dalla Magistratura a seguito di un dettagliato esposto dell’Avv. Di Domenico (uno dei molti che aveva creduto in Di Pietro e nell’Italia dei Valori), sulla società di Antonio Di Pietro, l’immobiliare ANTOCRI (da Anna, Toto e Cristiano, i figli del noto giureconsulto), l’acquisizione con mutuo da parte di questa di due immobili che sono poi stati affittati all’Italia dei Valori (il cui unico titolare a decidere è Antonio Di Pietro, coadiuvato dall'ex moglie e da Silvana Mura).
Rendere nota un indagine in corso è dovere d’informazione! Rendere nota un’indagine in corso su un Ministro della Repubblica è, come sino a qualche tempo fa sottolineava Di Pietro, un dovere perché i cittadini devono sapere.
Ma, dai toni e dal merito della missiva dell’Avvocato di Antonio Di Pietro alla Voce della Campania, sembra proprio che il principio dell’informazione e della trasparenza valga per gli altri ma non per lui. Non gli piace proprio, sembra, aprire le sue agende e i suoi fascicoli (alla faccia della trasparenza!)
Il legale dell’ex pm afferma che vi è la richiesta di archiviazione, ma come ricorda Elio Veltri, il GIP potrebbe non disporla e decidere diversamente. Ma DemocraziaLegalità e la Voce della Campania, non si pongono il problema sull’innocenza o meno di Antonio Di Pietro, stabilirlo è compito esclusivo della Magistratura. Quello che si pongono è il problema etico e morale.
E qui, davvero, la “difesa” non regge. Vi è un conflitto di interessi enorme, ed è grave che anziché risolverlo, come in parte hanno fatto altri, lui minacci querela, richieste di danni, non affrontando il merito della questione.

CINA

Alla Cina quanto tempo occorre per costruire 8300 chilometri di autostrade o 15 mila chilometri di ferrovie di cui 7 mila dell’alta velocità? Alla Cina quanto tempo occorre per costruire l’ultima sua meraviglia dell’architettura e dell’ingegneria, un grattacielo che ha la forma di una lancia e si alza per la bellezza di 580 metri?
Per gli 8300 chilometri di autostrade, pari a sette volte e mezzo l’Italia, non più di dodici mesi (è il piano del 2008 che porterà a 60mila il chilometraggio autostradale complessivo); per le ferrovie e l’alta velocità tre anni. Per la torre, «la lancia» di Shanghai, bisogna invece aspettarne due, dall’annuncio dato pochi giorni fa fino al taglio del nastro e ai brindisi. Record per gli edifici classificabili come «estremi» per le geometrie e le dimensioni.
Nel 2010, alla vigilia dell'Expo universale, sarà pronta una cittadella verticale che ospiterà dodicimila manager, colletti bianchi, turisti. Centodiciotto piani per uffici, banche, negozi, alberghi, che modificheranno ancora di più il profilo urbano della «Perla d'Oriente». La corsa alla innovazione non ha fine: idee, fantasia e investimenti sono una ricetta fantastica. Con una postilla che dobbiamo aggiungere: ciò che avviene è possibile perché chi governa le città e il territorio ha la discrezione di ordinare a migliaia di famiglie di abbandonare le loro vecchie case così da fare spazio alle icone dello sviluppo, del benessere, della modernità. L'altra faccia della medaglia, i traslochi forzati, che non va taciuta quando si parla di questo immenso cantiere che è ormai diventata la Cina di oggi.
Non fa impazzire questa corsa ai modelli di vita occidentali da parte di una superpotenza che presto farà impallidire gli Stati Uniti: si tende oramai alla globalizzazione anche nel campo dell'architettura, dei trasporti e dell'urbanistica.
Se pensiamo, però, a quanti secoli servirebbero in Italia per fare quello che in Cina è pronto in tre anni, non c'è che da vergognarsi di essere nati in un paese del terzo mondo.
Quando ci passa davanti un cinese, c'è poco da ridere: bisogna togliersi il cappello.

LOMBARDO E MICCI-CHI?

La "Repubblica" lo considera la mummia replicante di Totò Cuffaro che, dato per spacciato per motivi giudiziari, fu proditoriamente insolentito proprio dalle furbizie dei suoi ex amici Micciché e Dell'Utri alla ricerca truffaldina di un'immagine antimafia, di una faccia pulita.
Micciché aveva chiamato la morte apparente di Cuffaro "rivoluzione siciliana", ma umanamente Cuffaro vale molto più del suo interessato denigratore che ha sempre e solo lucrato prima, sulla fortuna elettorale di Cuffaro e, dopo, sulla sua sfortuna giudiziaria.
Il bottino della transazione fintamente anticuffariana è la promessa di Berlusconi di una poltrona ministeriale. Il che, per una persona dedita al gioco d'azzardo ed alla cocaina, non è poco.
Micciché si è rassegnato a fare a meno della Prestigiacomo, si è rialleato con Cuffaro e ha benedetto Lombardo, che d'altra parte è un "politico" a lui molto simile quanto a sicilianità.
Quando gli ha chiesto il cronista dell'Ansa: "Nessun imbarazzo a livello nazionale?" Micciché ha risposto: "Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia". A questo punto il cronista dell'Ansa si è voltato verso un collega e gli ha domandato: "Ma Kafka non nacque a Praga?".
Micciché, che nel suo sito si spaccia per docente "nel Dottorato di ricerca in Trasporti", era stato già animatore di altri dibattiti culturali, suscitando ovunque ilarità.
Fu per esempio coprotagonista di un duetto con il regista Luca Ronconi, al quale ingiunse di eliminare dalla messinscena siracusana delle Rane di Aristofane le caricature di Berlusconi, Bossi e Fini. "Ma questo chi è?" chiedeva Ronconi. "E' Micciché" gli rispondevano. E Ronconi: "Micci-chi?".
Al di là degli infortuni culturali dell'uomo, vi è da dire che Raffaele Lombardo è il più spregiudicato, il più potente ma anche il più banale dei politici isolani, l'uomo che ha scoperto il leghismo siciliano. Mpa (Movimento per l'autonomia) coniuga il papismo borbonico con il vittimismo antieuropeista, la voracità dell'euro-accattonaggio con il ricatto ministeriale: voli gratis per i siciliani, benzina a metà prezzo, "quote" siciliane ovunque si possa fare lucro. Infatti Lombardo piazza un proprio uomo ubiquitariamente, purché ci sia lucro: dalle politiche agricole a quelle dei trasporti, dalla sanità all'istruzione, Lombardo gestisce una caccia al tesoro delle finanze derivate che mai nessun altro notabile meridionale aveva mappato con altrettanta, meticolosa, puntuale accuratezza "geocratica".
Lombardo ha elevato all'ennesima potenza il leghismo del mendicante. Da un punto di vista elettorale, ha perfezionato il modello ruspante di Cuffaro e oggi controlla il territorio proprio come i barboni presidiano gli ingressi delle chiese, le stazioni della metropolitana e le entrate dei supermercati.
Sono entrambi medici, Lombardo e Cuffaro, come vuole il nuovo potere politico nel Meridione. Signori delle corsie, i medici al Sud sono i nuovi ricattatori della salute e gli ospedali sono le scuole di fedeltà, i luoghi dove si coltiva il consenso: hanno preso il posto delle sezioni di partito.
Grillo dovrebbe decidersi presto a venire in Sicilia per chiedere il riscatto di un popolo imbarbaritosi negli ultimi decenni. Travaglio dovrebbe tenere altri convegni a Palermo, Gomez dovrebbe vendere ad un prezzo politico i suoi libri in Sicilia, e quelli di Saviano dovrebbero essere messi sulle casse dei supermercati.

giovedì 21 febbraio 2008

JEAN ZIEGLER

Jean Ziegler (Thun, 19 aprile 1934) è un sociologo e politico svizzero. È autore di numerosi saggi sui temi della povertà e sugli abusi e le storture dei sistemi finanziari internazionali.
Consigliere comunale socialista a Ginevra per un breve periodo e poi parlamentare per numerose legislature presso il Parlamento Federale elvetico, oggi ricopre la carica di Relatore speciale sul diritto all'alimentazione per la Commissione sui diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.
È professore di sociologia presso l'Università di Ginevra e l'università Sorbona di Parigi.La Svizzera: l'oro e i morti (1997)
Les Rebelles. Contre L'Ordre Du Monde (1997)
Partecipazione al volume: Il libro nero del capitalismo (1998)
I Signori del crimine (1998)
La fame nel mondo spiegata a mio figlio (2000)
La privatizzazione del mondo (2002)
L'impero della vergogna (2005)
(Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Ziegler")
Il libro "L'Impero della vergogna", Marco Tropea Editore, è davvero esplosivo!
Ziegler denuncia con forza e vigore l’odierno sistema vergognoso di sfruttamento dei piu’ poveri creato da una ristretta cerchia di attori internazionali che egli chiama “predatori”. Questi “Predatori” sono coloro che prosperano nel cuore del mercato globale: banchieri, speculatori di borsa, dirigenti di multinazionali. Nei loro uffici immacolati decidono chi deve vivere o morire, forgiano le catene invisibili dei trattati commerciali con l’unico scopo di massimizzare i guadagni evitando i controlli. Le loro armi sono la corruzione, l’erosione dell’autorità statale e la creazione di inattaccabili paradisi fiscali; i loro fedeli mercenari si chiamano Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e Banca mondiale.
Ogni giorno centomila persone muoiono di fame o per gli effetti immediati della denutrizione e 854 milioni di individui sono gravemente sottoalimentati. Ogni cinque secondi un bambino al di sotto dei 10 anni muore di fame. In un mondo rigurgitante di ricchezze, questo massacro si consuma in una normalità congelata. Non si tratta di fatalitá: dietro ogni vittima c’é un assassino. Le risorse agricole attuali potrebbero soddisfare i bisogni alimentari di dodici miliardi di esseri umani, il doppio della popolazione mondiale. Ma in un ordine planetario che crea isole di ricchezza e deserti di povertá, l’unico obiettivo dei “predatori” è l’ottimizzazione del profitto a danno dei piú deboli.
Assistiamo oggi a un movimento di rifeudalizzazione del mondo, che permette alle grandi multinazionali dell'occidente di sfruttare sistematicamente il resto del pianeta. Per poter imporre questo inedito regime in grado di sottomettere i popoli agli interessi delle compagnie private, i nuovi signori dell’impero della vergogna si servono di due straordinarie armi di distruzione di massa: il debito e la fame. Debito che obbliga gli stati alla rinuncia dell’autonomia, fame che costringe i popoli alla perdita della libertà.
Cinquecento compagnie private controllano il 52% del prodotto lordo planetario, e dal suo osservatorio privilegiato di relatore dell’ONU per il diritto all’alimentazione, Ziegler ne mette a nudo con chiarezza, passione e rigore i metodi piú subdoli: come si brevetta il vivente, come si spezza la resistenza sindacale e si impone la cultura degli OGM con la forza. Questo é l’impero della vergogna!
Ma il mondo non è ancora privatizzato, esistono forze capaci di resistere ai nuovi padroni. Sindacati, movimenti contadini, organizzazioni non governative possono fermare questa avanzata e dare vita a una nuova società civile transnazionale in grado di garantire una ripartizione più equa delle risorse e di restituire agli esseri umani quella dignità troppo spesso calpestata.

IN RICORDO DI MONTANELLI

"La scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo"
Indro Montanelli

venerdì 15 febbraio 2008

DI PIETRO E MASTELLA

Per Di Pietro le cose non vanno bene.
Dopi lo scandalo di qualche mese addietro sull’immobiliare ANTOCRI, che Antonio Di Pietro ha cercato di chiarire senza riuscirsi, nuove nubi si addensano sul partito dell'ex pm.
Nel mese di settembre scorso, in un dibattito a Milano ha parlato il leader dell'IDV dicendo che aveva sbagliato (sic) ad affittare locali di sua proprietà all’Italia dei Valori di cui è stato socio unico. Ha poi chiarito che ora sono in tre a gestire il partito, oltre lui e la ex-moglie c'è anche l'amica di quest'ultima, Silvana Mura.
Mastella voleva inguaiare il suo acerrimo nemico con questa storia ed il direttore del Campanile, il giornale UDEUR mantenuto coi soldi pubblici, era ansioso di fare le scarpe all'ex pm.
Elio Veltri, ben a conoscenza delle cose, ha ricordato che il Ministro della Giustizia sull’argomento aveva ricevuto una lettera documentata e dettagliata, come pure il Capo dello Stato, il Capo del governo e il Senatore D’ambrosio.
I giornali e i telegiornali, come sempre accade in Italia, non hanno alcuna voglia di fare una inchiesta seria sulla gestione dell’Italia dei Valori e nemmeno si preoccupano più di tanto del modo in cui il finanziamento pubblico ai partiti viene utilizzato, pur sapendo che esso è il più elevato in Europa e che, a detta della Corte dei conti, un segretario di partito con i soldi del finanziamento pubblico normalmente compra una villa o la Ferrari.
Sebbene si tratti di un argomento fondamentale per riproporre con forza il problema della responsabilità giuridica dei partiti, i media sembrano interessati solo agli scambi di accuse tra ministri: si io ho portato mio figlio sull’aereo di Stato, ma c’erano anche Rutelli e la Palombelli. Perché non parlate anche di loro? Si io ho comprato le case degli enti pubblici a due soldi, ma tu hai fittato le tue case al tuo partito che ti ha pagato con il finanziamento pubblico ecc...
Insomma quello che conta è dimostrare che gli appartamenti alla Casta sono tutti uguali e stanno tutti nella palude.
Alcuni giorni addietro Radio Radicale ha realizzato un'inchiesta sull'Italia dei Valori. Uno speciale dedicato ad Antonio Di Pietro ed al suo movimento che, stando a quanto dichiarato da uno degli intervistati, l'ex segretario Idv di Catanzaro Francesco Romano, sta ricevendo l'intera Udeur Calabrese, compreso l'europarlamentare Armando Veneto, penalista di Palmi che ha girovagato in 4, 5 partiti prima di essere eletto con il partito di Clemente Mastella. Chi lo conosce di costui ricorda principalmente che, in occasione dei funerali di Girolamo Piromalli, esponente storico della 'ndrangheta, tenne l'orazione funebre a nome della famiglia.
Radio Radicale ha poi raccolto la testimonianza di Elio Veltri, sodale politico di Di Pietro per un lungo periodo di tempo, il quale ha denunciato la presenza tra le fila dell'Idv di personale politico 'molto discutibile' sul piano morale, esponenti provenienti in gran parte dall'Udeur, oltre ad una diffusa pratica di gestione del tutto personalistica del rimborso elettorale.
Di fatto è stata accertata l'esistenza di una Italia dei Valori parallela, costituita da soli tre soci,cioè da Di Pietro stesso, da sua moglie e dalla tesoriera Silvana Mura, creata per percepire il rimborso senza darne conto a nessuno. Aspetti già analizzati in precedenza da un servizio giornalistico pubblicato da Panorama, nel quale la giornalista Laura Maragnani ha raccontato come è strutturata la rete di società che stanno intorno ad Antonio Di Pietro, addirittura una società immobiliare nell'Europa dell'est.
Il servizio si conclude con l'intervista all'avvocato Francesco Paola che rappresenta Achille Occhetto nella causa che lo vede opposto all'ex pm per il possesso dei rimborso elettorale delle elezioni europee del 2001 interamente acquisito da Di Pietro senza aver versato un solo euro al movimento di Occhetto "Il Cantiere" con cui l'Idv presentò le liste.
Tra l'altro, alla Regione Calabria vi è un deputato regionale a nome Feraudo di Acri (CS), candidato ed eletto nell’IDV perchè la di lui moglie è molto amica di Di Pietro, che come sapete è single…Bene, Feraudo è stato espulso dal partito perchè tratto in arresto per truffa ed altro (è emerso che assumeva portaborse con i soldi della regione - consistenti, circa 30.000 Euro mensili, perchè capogruppo IDV e unico consigliere - e chiedeva dietro metà dello stipendio ai suoi “collaboratori”).
E sempre di recente, il segretario dell'IDV Aurelio Misiti ha criticato le assunzioni nepotistiche e clientelari fatte a Di Pietro ai vertici dell'ANAS, paragonando il suo modo di fare a quello di Mastella.
Per fortuna i cittadini hanno ben compreso cosa sia l'IDV (nei sondaggi non supera il 2%) e Beppe Grillo ha preso le distanze da quest'uomo.