domenica 25 novembre 2012

LE PRIMARIE DEL PD

Il nostro cervello, secondo le teorie di Darwin e i principi della genetica, negli ultimi due millenni si è evoluto di pari passo con il nostro stile di vita, ma 'cambiamento' non sempre è stato sinonimo di miglioramento. Il rapporto tra progresso tecnologico ed evoluzione neurologica  ha fatto impigrire le abilità cognitive mano a mano che la vita è diventata più comoda, rendendoci più stupidi.

La tesi, pubblicata su Trends in Genetics, affonda le radici nella madre delle teorie evoluzionistiche, quella della selezione naturale, partendo dal presupposto secondo cui un tempo l'essere umano pagava duramente, spesso con la vita, il prezzo della propria stupidità, perché bastava un errore qualsiasi, una distrazione banale, per perdere un'opportunità di sopravvivenza.

La selezione naturale a favore dei soggetti più astuti avveniva dunque in maniera spietata e istantanea, salvo sporadici colpi di fortuna. Oggi, proprio grazie al progresso, tutti abbiamo non una, non due, ma infinite possibilità di sopravvivenza, salvo sporadici colpi di sfortuna. Ma quello che in termini strettamente vitali rappresenta un vantaggio, a livello evoluzionistico si traduce in un progressivo passo indietro, perché elimina quasi del tutto qualunque tipo di selezione naturale a favore dei soggetti più scaltri.

"Un tempo, se un cacciatore/raccoglitore non riusciva a risolvere il problema di come trovare il cibo, moriva e con lui tutta la sua progenie - spiega Crabtree - mentre oggi un manager di Wall Street che fa un errore riceve un cospicuo bonus e diventa un maschio più attrattivo. La selezione naturale non è più così estrema".

Gli ultimi studi sull'argomento hanno individuato dai due ai 5000 geni legati all'intelligenza, rilevando che ogni generazione porta con sé due o tre mutazioni. In assenza di selezione, gli ultimi 3000 anni sono stati dunque un arco di tempo sufficiente per 'inquinare' il Dna umano nel giro di 120 generazioni: "In rapporto al nostro antenato di qualche migliaio di anni fa, la nostra intelligenza è sicuramente più debole".

L'umanità cd "civile", almeno da un punto di vista evoluzionistico, sarebbe sul viale del tramonto. Ancor prima dell'invenzione dell'agricoltura e della scrittura, quando l'essere umano viveva di ciò che riusciva a cacciare, chi compiva un passo falso soccombeva alle leggi della natura, e ad andare avanti e riprodursi erano i più forti e intelligenti.

Poi, con l'invenzione dell'agricoltura e la nascita delle prime comunità stanziali, la forza intellettuale è cominciata a calare in modo progressivo. Non a caso, il periodo della Grecia classica fu uno dei più intellettualmente fecondi. Oggi siamo una specie fragile dal punto di vista intellettuale e probabilmente abbiamo raggiunto il nostro picco di intelligenza tra i 6000 e i 2000 anni fa.

Ma  l'evoluzione psicologica ed evoluzione genetica non sono la stessa cosa e l'essere umano è da sempre dotato di una grande capacità adattativa. Studi recenti sulla risposta cerebrale agli stimoli hanno ad esempio dimostrato che, alla somministrazione di un farmaco, il cervello risponde entro 24-48 ore con la produzione di un nuovo tipo di RNA ricombinante, che permette alle cellule di agire sui propri geni, riparandoli o trasformandoli : così le persone possono sviluppare una capacità adattativa all'ambiente sofisticata come quella attuale.

L'evoluzione ha permesso e permette insomma, di muoversi in una società complessa come la nostra proprio grazie a questa capacità della mente di trasformarsi e apprendere dall'esperienza.

La capacità di adattamento dell'essere umano, quindi, è più forte dell'indebolimento provocato dalla vita moderna. L'aumento della variabilità genetica avvenuto nel corso dei secoli ha reso il nostro cervello più plastico e funzionale. Le comodità fornite dal progresso hanno sicuramente apportato dei cambiamenti, e la mancanza di selezione ha favorito questa variabilità che ci ha resi più complessi e completi.

Il modello umano attuale è composto, quindi, da stupidi che si sanno adattare bene al mondo cicostante. E questa sembra una verità inoppugnabile se solo si guarda ai candidati alle primarie del PD.

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